Si
Chi vive nella luce attraversa l ’ ombra
di / by Silvano Oldani
“ accende una nuova luce ” il titolo dell ’ editoriale sul n . 294 di Luce nel lontano 2011 . Storico magazine fondato da AIDI nel 1962 , due anni dopo la costituzione della stessa associazione nel 1960 . “ Rivista – scrive , l ’ allora direttore , - per diffondere la cultura della Luce nel nostro Paese negli anni successivi alla ricostruzione postbellica e del boom economico . Allora sviluppo industriale e urbano procedevano paralleli , a ritmi che trovavano pochi riscontri in Europa , e il tema dell ’ illuminazione , in particolare nelle grandi città , rappresentava una sfida culturale e sociale rilevante … questa edizione di Luce , riprendendo la storica numerazione dal 1962 e del suo primo numero di 50 pagine diretto da Piero Anfossi , si presenta oggi ai suoi lettori con il numero 294 profondamente rinnovata , ma sempre ben ancorata alla sua storia ”.
Quanto tempo è trascorso da allora ? Tra catastrofi e ricostruzioni , ideologie infrante , illusioni e progresso , trasformazioni climatiche e nuovi equilibri geopolitici ed economici , siamo giunti al numero 342 / Dicembre . Tutto corre sempre più rapidamente , affrontare le problematiche complesse del nuovo millennio non è impresa semplice , dall ’ attacco alle Torri Gemelle che ha generato l ’ incubo del terrorismo internazionale , lo sconvolgimento climatico che provoca danni irreversibili , le conseguenze di flussi migratori , crisi finanziarie , la pandemia , la drammatica e vile guerra in Ucraina e una ottovolante drammatica crisi energetica , anche se operiamo nell ’ età del progresso e dell ’ efficienza a tutti i costi , la modernità sembra una illusione e apparentemente non comprende la stabilità e la fiducia nel futuro che avevamo nella seconda metà del Novecento con le sue innumerevoli conquiste scientifiche , tecnologiche e sociali . Nel nuovo millennio il presente si preannuncia carico di incognite che azzera la nostra capacità di prevedere o immaginare cosa succederà nell ’ imminente domani . Dinamiche che si alimenteranno di profonde contraddizioni e solo un ’ azione rigorosa di analisi e sintesi permetterà di comprendere quali strade percorrere . In questo scenario , noi Sapiens , abbiamo messo al centro della progettazione del futuro i temi della diversità e della sostenibilità sociale e ambientale , che richiede nuovi paradigmi e comportamenti e valori . Giorgio Parisi , premio Nobel per la Fisica , ci insegna che la complessità non è riducibile a situazioni complicate risolvibili . La complessità può sottendere opportunità tutte da esplorare , variabilità di processi che continuano a modificare i valori condivisi in un mondo connesso in apparenza in modo labile in rete , ma in realtà fragile . La rivoluzione digitale ha contribuito a diffondere ideali di libertà e democrazia , scambi economici , culturali e sociali ma non sempre con reciproca fiducia , ogni nazione sovente pensa e tutela i propri interessi , e manca una reale volontà di abitare insieme e meglio su questo pianeta , per il momento l ’ unico abitabile . Temi e informazioni accelerate che hanno molto contribuito ad avvicinare e far dialogare parti di umanità lontane nel mondo , a una maggiore diffusione di idee , di libertà , conoscenza , democrazia , scambi economici e culturali , dunque da permetterci non solo di coltivare inaspettati nuovi rapporti sociali o professionali anche a distanza di migliaia di chilometri , ma anche di godere di maggiori servizi , maggiore libertà , maggiore benessere . Ma in molte altre parti del mondo ancora l ’ inossidabile insistenza di un pensiero unico per tutti , ma non inteso nel termine coniato da Ignacio Ramonet nel 1995 , allora direttore Le Monde diplomatique . L ’ ampia diffusione dei social network con le news o i Twitter che corrono e ci raggiungono anche quando non vorremmo , ha cambiato le regole stesse dell ’ informazione la cui attenzione per molti è rivolta al contatto più che al contenuto , il titolo più che l ’ approfondimento , e il testo , la grafica , la cura sono per molti solo delle appendici di cui non tener molto di conto . Non parliamo della bellezza , del merito e dell ’ etica ! Viviamo in tempi dalla risposta corta , in un presentismo senza previsione del domani , dell ’ uno vale uno , tutto è possibile qui e ora e se non è così , gli imbecilli sono gli altri . Più di dieci anni sono passati da quel 294 di Luce e da quell ’ editoriale che riportava nelle stesse pagine cover di decenni prima . E 60 anni da quel lontano 1962 e dal primo numero di 50 pagine diretto da Piero Anfossi . In tutto sei diverse generazioni di lettrici e lettori : lunghi periodi costellati come stelle nel cielo di accadimenti che ciascuno di noi ricorda a modo suo , e letti all ’ alba su quotidiani , approfonditi su prestigiose riviste di grandi direttori , o mostrati dagli schermi di tv in bianco e nero , poi a colori e oggi in rete . E ognuna di queste sei generazioni – dieci anni sono molti per la storia di ciascuno di noi , certo non per la grande Storia che ‘ cataloga ’ per secoli se non millenni – che in quel momento vivevano negli anni Sessanta , Settanta , Ottanta , ragazzi allora e adulti oggi , l ’ elenco è infinito e da ciascuno vissuto con i sentimenti , la cultura , le amicizie , i libri , la musica , i sogni , la passione e la ribellione o la spensieratezza di quel preciso decennio , uno dopo l ’ altro , che lasciava impronte di pensiero , di carattere , di visioni e di futuro in ciascuno di noi . E domani ?
LUCE 60 / LUCE 342 15