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Abbiamo incontrato Maurici Ginés, direttore e fondatore di artec3. Lo studio, nato in Spagna oltre vent’ anni fa, ha oggi tre sedi operative: Barcellona, Londra e Città del Messico. Oltre 300 progetti tra interni, illuminazioni d’ architettura e prodotti, decine di premi e riconoscimenti uniti alla continua ricerca di soluzioni innovative hanno reso artec3 una delle realtà più interessanti nel panorama internazionale della luce. Ginés ci ha parlato del suo lavoro, della sua esperienza e ha condiviso con noi anche qualche riflessione sul mondo del lighting design.

Quando è stato fondato lo studio artec3 e perché avete deciso di dedicarvi proprio alla progettazione illuminotecnica? Ho fondato artec3 nel 1994. All’ epoca la progettazione illuminotecnica in campo architetturale non era solo poco riconosciuta, come purtroppo a mio avviso lo è tuttora: era praticamente sconosciuta. In Spagna il lighting design si limitava al solo ambito teatrale e dello spettacolo e non esisteva un’ offerta di formazione accademica. La scelsi come professione perché era il percorso che mi permetteva di lavorare e sperimentare con la luce. Vedevo troppi spazi illuminati con il solo scopo di rispondere a una questione funzionale e ciò mi spinse a lavorare e a studiare la luce con una visione più ampia e complessa.
¶ INCONTRI

La luce secondo Maurici Ginés artec3

di Francesca Tagliabue
Photo © Álvaro Valdecantos
Come nasce un progetto illuminotecnico per il retail? In primo luogo nasce da un’ attenta analisi del brand. Nel retail è fondamentale che l’ immagine del marchio sia ben riconoscibile e identificabile a prima vista, ma quasi inconsciamente. La luce in questo gioca un ruolo fondamentale. In secondo luogo è molto importante studiare i materiali e le finiture scelti per il progetto di interior, nonché gli elementi di arredo per l’ esposizione dei prodotti in vendita. In un progetto illuminotecnico dedicato al retail normalmente lavoriamo con tre livelli di illuminazione: illuminazione ambientale, che è la tela base, l’ illuminazione d’ accento sul prodotto e l’ illuminazione“ corporate”, distintiva del brand, quella che crea l’ atmosfera che diversifica uno showroom o un negozio da tutti gli altri. Evitando la banalità dei discorsi sulla qualità cromatica delle sorgenti luminose, ciò che è veramente importante per l’ illuminazione ambientale è la temperatura colore, che è legata molto all’ immagine e al messaggio che il cliente desidera trasmettere. Ogni brand lavora con contrasti diversi e livelli d’ illuminamento e luminanze diversi. Poi c’ è il tema degli apparecchi illuminanti e di come si integrano nello spazio. Sono visibili? Decorativi? Nascosti? Riconoscibili? Completamente integrati? Tutti questi elementi vengono sempre costruiti in maniera sartoriale per giungere a un risultato unico. Non c’ è una ricetta per realizzare un buon progetto di illuminazione. La professione del progettista illuminotecnico è paragonabile a quella di un sarto che fa abiti su misura.
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