L'Installatore Italiano Sett/Ott 2023 | Page 41

PROGETTAZIONE onerosa ( integrativa ). Naturalmente , l ’ aria che si riscalda nella termoventilante attraversa prima la batteria a sorgente preferenziale , poi la batteria a sorgente integrativa . Il processo di riscaldamento avviene dunque in due fasi , che si succedono ordinatamente nello spazio . La batteria a sorgente preferenziale lavora a una sua propria temperatura , che dovrà essere evidentemente superiore a quella dell ’ aria che l ’ attraversa di tanto quanto lo permette l ’ economia generale dell ’ impianto , senza alcun rigido riferimento alla temperatura cui occorre portare definitivamente l ’ aria prima di immetterla in ambiente . Invece , la batteria a sorgente integrativa lavora a un ’ intensità regolata , in modo di avere la temperatura di immissione nell ’ ambiente corrispondente alla richiesta della regolazione automatica . Un ulteriore risparmio si potrebbe avere lasciando più campo al riscaldamento gratuito prima di far intervenire il riscaldamento oneroso , il che richiede un approfondimento della regolazione . Il fenomeno principale sul quale vorrei attirare invece l ’ attenzione è che con il tipo di utenza precedentemente descritta non si eleva , con la sorgente onerosa , la temperatura del fluido termovettore della sorgente gratuita e pertanto si fa lavorare quest ’ ultima in condizioni di resa favorevole . Altro esempio di successione nello spazio di due fasi di riscaldamento è relativo al riscaldamento di acqua calda sanitaria con collettori solari termici in un accumulo e , successivamente , in uno scambiatore istantaneo alimentato a gas metano . Questa si può definire una condizione molto favorevole ed è uno degli aspetti del problema dell ’ accumulo che vedremo di seguito .
GESTIONE DELL ’ ACCUMULO TERMICO L ’ accumulo termico è uno strumento essenziale nella tecnica di utilizzo delle energie alternative o rinnovabili ; generalmente caratterizzate da una disponibilità non completamente corrispondente alle necessità dell ’ uomo , né in fatto di orari , né di intensità . Si deve pertanto provvedere ad un saldo con energie tradizionali , meglio governabili , e ancor prima è spesso utile l ’ introduzione di accumulatori termici a compensare dette sfasature tra disponibilità e richiesta . D ’ altronde sono spesso in gioco differenze di temperatura modeste , il che rende assai arduo ottenere un accumulo sufficiente , pur nelle limitazioni di spazio e di spesa che solitamente si incontrano . Occorre dunque uno studio accurato non solo della capacità dell ’ accumulo , ma anche delle disposizioni atte a ricavarne il migliore funzionamento e degli accorgimenti idonei a che queste disposizioni si traducano giorno per giorno in atto . Si deve cioè mirare ad una razionale gestione dell ’ accumulo . È da rilevare che l ’ accumulo può costituire , di volta in volta , una delle due fonti termiche , oppure l ’ elemento di collegamento tra fonte alternativa ed utenza , o tra due fonti termiche attive . L ’ accumulo di calore in pratica può essere effettuato in masse liquide e , eccezionalmente , anche solide . Nel primo caso , la gestione del1 ’ accumulo più razionale viene ottenuta abbastanza facilmente data la mobilità del liquido , normalmente acqua , che di solito , e augurabilmente , costituisce contemporaneamente la massa per l ’ accumulo e il mezzo vettore di collegamento tra accumulo stesso , utenza e centrale sussidiaria di produzione . Si utilizzano correntemente varie possibilità di parzializzazione dell ’ accumulo e varie possibilità di attingimento del fluido termovcttore alla temperatura di volta in volta più adatta , per un verso all ’ utenza e rispettivamente , per l ’ altro verso , alla fonte di calore . Quando l ’ accumulo consiste in masse solide , ad esempio terreno o sostanze che cambiano stato , le cose diventano più complicate . Si ha infatti distinzione tra massa di accumulo e fluido termovettore . Si possono avere due circuiti di trasporto del calore , l ’ u- no di apporto , cioè produzione - accumulo e l ’ altro di prelievo , cioè accumulo - utenza . L ’ importanza dell ’ accumulo termico ha , negli anni ‘ 80 , alimentato la speranza che nell ’ ambito del Progetto Finalizzato Energetica del CNR venissero raccolti dati in questo campo per poi elaborarli con metodi matematici , in modo da tradurli in sistemi di calcolo base per lo studio di tecniche impiantistiche e gestionali . Purtroppo , come spesso accade , ciò non è avvenuto , e i primi impianti a lungo accumulo sono stati realizzati in Italia per iniziativa di privati , ancora una volta generosamente disposti a correre rischi finanziari e morali sulla propria pelle . Meno male che , almeno a posteriori , in quella che forse fu la più grande iniziativa del problema in essere , si organizzarono interventi del CCR di ISPRA , dell ’ ENEA e del Politecnico di Milano , allo scopo di seguire il funzionamento di un impianto campione , in base ad un programma decennale di misurazioni e raccolta di dati per individuare la soluzione del problema più generale dell ’ abbinamento di più sorgenti termiche . È un capitolo piuttosto nuovo che si apre allo studio dei Termotecnici , e in questa sede mi basta averlo enunciato per gli immediati ed evidenti riflessi che ha sul problema di cui ci occupiamo relativo al migliore abbinamento di due , o più , sorgenti termiche .
( continua sul prossimo numero )
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