L'Installatore Italiano Novembre/Dicembre 2024 | Página 43

Le regole di un buon bilanciamento
IMPIANTI
Le regole di un buon bilanciamento
Da quanto sin qui esposto si possono ricavare alcune considerazioni generali che sono così sintetizzabili : - utilizzare per quanto possibile buoni valori di ΔTd , in genere non inferiori a 15 K , che consentono una maggiore “ regolabilità ” dell ’ impianto ; - utilizzare corpi scaldanti con la più ampia superficie frontale possibile . Ciò contribuisce a migliorare la temperatura operante degli ambienti ; - non considerare , se non nei più piccoli sistemi impiantistici , la portata come unico parametro di regolazione dell ’ impianto , anche in presenza di valvole termostatiche sui radiatori ; - nei casi di impianti esistenti trasformati negli anni da circolazione naturale a forzata , oppure oggetto di modifiche e miglioramenti , è molto frequente riscontrare sovradimensionamenti delle superfici radianti ( basti pensare ad esempio alle sostituzioni di radiatori con altri di maggiore potenza termica in seguito ad un ’ insufficiente temperatura ambiente causata unicamente dallo squilibrio idraulico dei circuiti );
- chi volesse utilizzare questi sovradimensionamenti al fine di ridurre le portate occorrenti e , quindi , aumentare il valore di ΔTd per una maggiore “ regolabilità ” dell ’ impianto , deve prestare attenzione a non superare valori di ΔTd pari a 25 ÷ 30 K e , soprattutto , operare in modo che tale parametro sia il più possibile uniforme per tutti i corpi scaldanti installati o , comunque , che non si abbiano scostamenti maggiori di 1 ÷ 2 ° C ; - quando si calcola l ’ emissione termica di un radiatore esistente per le condizioni di Ter = Tec ( dove Tec è temperatura esterna minima di progetto ), non è detto che il valore così trovato sia necessariamente la potenza termica nominale del corpo scaldante in opera ; - al fine di ottenere un impianto termicamente omogeneo , nel calcolo della portata massima ai radiatori si devono sempre considerare tutti i legami di causa / effetto che intercorrono tra i vari parametri , quindi anche le condizioni geometriche reali d ’ installazione ed il tipo di collegamento idraulico ; che lo attraversa . Ma non solo , e come vedremo di seguito , il diagramma di figura 1 è emblematico anche di altri aspetti molto significativi , vale a dire :
- della maggiore o minore capacità di regolazione di una valvola termostatica ;
- della maggiore o minore sensibilità del sistema quando sottoposto ad un ’ azione di bilanciamento idraulico . Come si vede , quindi , il valore di ΔTd che a prima vista sembra un parametro banale e spesso sottovalutato , costituisce al contrario una scelta progettuale fondamentale in funzione degli obiettivi che si vogliono raggiungere . Un esempio su tutti , è facile constatare come con piccoli valori di ΔTd si ottengano piccole variazioni di emissione termica anche in presenza di forti parzializzazioni della portata . Con un valore di ΔTd = 10 K ( in regime 80 / 70 ° C ), per ottenere una riduzione al 50 % dell ’ emissione termica del radiatore , si è costretti a ridurre la portata fino al 20 % circa del suo valore nominale mentre , con un ΔTd = 30 K basterebbe ridurre la portata solo alla metà circa ( 45 %). In buona sostanza , ed al di là dei valori numerici , ciò che è assolutamente importante considerare è il fatto che impianti con piccoli valori di salto termico , quando sottoposti ad una variazione di portata , sono meno sensibili alla regolazione di impianti con buoni valori di ΔTd . Allo stato attuale , con l ’ avvento delle caldaie a condensazione , le temperature ipotizzate nel diagramma di figura 1 sono elevate rispetto ai valori oggi in uso per le nuove installazioni , tuttavia sono ancora rappresentative per un gran numero d ’ impianti esistenti che , guarda caso , rappresentano gli interventi più necessari ai fini del bilanciamento idraulico ed a maggior ragione qualora si consideri il nascente obbligo di
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