Figura 3
termico tra fumi e acqua in circolazione . L ’ acqua a contatto con la parete di acciaio o similare a temperatura superiore ai 100 ° C comincia a formare microbolle che poi vengono trascinate nell ’ impianto nei punti più alti dello stesso o in prossimità dei terminali . Una volta raffreddata l ’ acqua riassorbe parzialmente l ’ a- ria formatasi . Il secondo motivo riguarda l ’ aria che si introduce in fase di carica dell ’ impianto e che si insacca anch ’ essa nei punti più alti . Il terzo si forma aria per zone di depressione nell ’ impianto . La formazione di aria nell ’ impianto , oltre a causare problemi di resa ai terminali e quindi perdita di efficienza , problemi di circolazione del liquido può essere causa di rumori e come detto sopra di corrosione .
UTILIZZO DI TUBAZIONI PLASTICHE E LA CORROSIONE DA OSSIGENO È altresì noto che le tubazioni plastiche , a causa della minore densità che presentano rispetto agli acciai e per la loro struttura molecolare , sono molto permeabili ai gas . Il gas permea nella tubazione dall ’ esterno verso l ’ interno per differenza di pressione parziale dei vapori tra le due parti . In genere si è visto , soprattutto nelle tubazioni posate per impianti a pavimento che l ’ aria entra nelle tubazioni attraverso il massetto di posa e genera ossigeno che poi porta alla formazione di ruggine e quindi corrosione nelle parti metalliche dei generatori .
La fanghiglia da ruggine che si forma inoltre può provocare danni anche ai materiali anticorrosivi , oltre a compromettere lo scambio termico in caldaia e generare forti surriscaldamenti delle superfici . Già negli anni 80-90 le norme DIN prescrivevano tubazioni impermeabili al vapore ossia con barriera ossigeno . Oggi sono consolidate nel mercato e scontate nella scelta delle tubazioni per impianti radianti . Una permeabilità all ’ ossigeno inferiore a 0,1 mg /( l giorno ) a 40 ° C può essere ritenuta comunque sicura da danni di corrosione da ossigeno in un impianto . Viceversa , tubazioni permeabili al vapore usate in passato arrivavano a valori nell ’ ordine di 5 mg /( l giorno ) di ossigeno . E se come detto prima per la Legge di Henry un ’ acqua potabile possiede circa 10 g / m3 di ossigeno con semplici calcoli si arriva a produrre in una stagione più di 3 kg / m 3 di fanghiglia sotto forma di ruggine nell ’ impianto . Ecco la convenienza di utilizzare materiali impermeabili ai gas , ovvero tubazioni con barriera ossigeno . E nel riammodernamento ed efficientamento dei vecchi impianti conviene per sicurezza separare fisicamente i due circuiti in primario e secondario con uno scambiatore di calore .
ELIMINAZIONE DELL ’ ARIA E DEI GAS E I DISAREATORI AUTOMATICI Troppo spesso si ritiene erroneamente che dopo il primo riempimento degli impianti non si necessiti di ulteriori e successivi sfiati dell ’ aria presente . Quindi in primis bisogna realizzare e progettare l ’ impianto pensando ai “ punti alti ” di sfiato manuali ovvero automatici , da posizionare in sommità e nei corpi scaldanti . Sfiati automatici opportunamente scelti e pensati vanno posizionati nella rete ; se sono troppo piccoli non vanno bene perché presto si incrostano e comunque fanno passare microbolle o bolle di piccole dimensioni . Era prassi installare un “ barilotto ” detto polmone di raccolta gas nella parte alta dell ’ impianto dotato di sfiato manuale di opportune dimensioni .
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