L'Installatore Italiano Gennaio 2023 | Page 52

IMPIANTI
Figura 4

CALORE

Ecco quindi l ’ importanza di liberare questi gas e ossigeno in modo automatico . Per evitare e ridurre i fenomeni descritti , anche la nuova UNI 8065 , consiglia l ’ installazione di disaeratori automatici . Questi sono in grado di eliminare l ’ aria formatasi nell ’ impianto in modo automatico , sfruttando il principio di continuità , ossia riducendo la velocità al loro interno e facendo passare l ’ acqua con l ’ aria formatasi attraverso una rete metallica dove le microbolle vengono in un qualche modo catturate e fatte sfiatare poi per gravità verso l ’ alto attraverso degli sfiati automatici . I disaeratori possiamo definirli come captatori ed eliminatori d ’ aria nell ’ impianto di climatizzazione e fanno funzionare gli impianti con acqua con poca aria e pertanto poco ossigeno ; scongiurando la corrosione da ossigeno spiegata in precedenza . In commercio si trovano disareatori automatici che vanno da diametri piccoli nell ’ ordine del DN 20 fino a DN 300 mm . Da una certa dimensione gli stessi vengono forniti di coibentazione essendo gli stessi funzionanti sia in inverno che in estate . I disaeratori automatici sia nella versione flangiati e che a saldare o filettare sono forniti con un piccolo rubinetto che può scaricare aria in fase di riempimento o impurità formatesi all ’ interno dell ’ apparecchio . Spesso nella parte inferiore si trova un tappo di spurgo per spurgare le impurità pesanti depositate nel fondo . La velocità massima raccomandata del fluido agli attacchi del dispositivo è di circa 1,2 m / s . I costruttori forniscono le portate di lavoro in funzione del DN e della velocità del fluido sopra richiamata . Vengono fornite anche le caratteristiche idrauliche in termini di Kv o attraverso diagrammi che forniscono le perdite di carico da considerare nei pompaggi . Si arriva a perdere dai 0,5 ai 1,5 kPa per disareatore . I dispositivi descritti si utilizzano sia in circuiti di riscaldamento che di refrigerazione garantendo la progressiva eliminazione dell ’ aria che si forma all ’ interno . Essi si installano ( figure 1-2-3-4 ) dopo la caldaia , in aspirazione della pompa , dove si genera più aria . Mentre nei circuiti ad acqua refrigerati sempre in aspirazione della pompa ma generalmente sulla linea di ritorno .
CONCLUSIONI L ’ esperienza conferma che una sottovalutazione dei problemi sopra esposti può portare a conseguenze gravi , soprattutto danni ai generatori di calore . Spesso la colpa viene poi data ai generatori stessi come fonte di produzione di aria e di incrostarsi perché hanno scarsa circolazione d ’ acqua o di forarsi perché il loro materiale è scadente ; mentre le cause come visto sono altre . Non si può dimenticare che un corretto trattamento dell ’ acqua e una corretta progettazione dell ’ impianto di climatizzazione in generale sono garanzia di sicurezza , efficienza energetica e quindi economica oltre a garantire una corretta manutenzione e resa termica globale nel tempo . Concludiamo con il ricordare che a volte , scritto in piccolo dai costruttori , i danni causati da incrostazioni e corrosioni , nei generatori di calore non sono coperti da garanzia .
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