IMPIANTI
Figura 2
La corrosione può avvenire per la presenza di ossigeno nell ’ acqua , per sotto deposito in modo elettrochimico ; per correnti vaganti ; per formazioni acide diffuse e localizzate . La corrosione investe principalmente i materiali metallici in particolare gli acciai basso legati , il rame , il ferro zincato , la ghisa , l ’ alluminio , e gli acciai inox . Anche se non trattati espressamente nella UNI 8065 , i materiali sintetici tipo polietilene , polipropilene e multistrato se non soggetti a corrosione in alcuni casi possono essere oggetto di veicolo di ossigeno all ’ interno dei nostri impianti . La corrosione da ossigeno è un fenomeno naturale , ossia l ’ ossidazione dell ’ acciaio , o più in generale delle leghe di materiali ferrosi . Il ferro in natura non si trova allo stato puro ma combinato con l ’ ossigeno a formare l ’ ossido di ferro . La separazione dall ’ ossigeno avviene in fase di produzione e fusione in altoforno . L ’ acciaio in forma solida cosi prodotto tenderà ad assorbire ancora ossigeno e dall ’ aria e dall ’ acqua cercando di ristabilire l ’ equilibrio naturale con il processo di ossidazione . I materiali ferrosi o le loro leghe prima citati , che si usano negli impianti termotecnici , non assorbono l ’ ossigeno presente nella molecola di acqua , se non in minima parte , ma dalla presenza di aria disciolta o in microbolle presente nell ’ acqua usata come termovettore . L ’ aria disciolta nell ’ acqua presenta un contenuto di ossigeno superiore del 21 % presente nell ’ aria allo stato libero . Siamo nell ’ ordine di grandezza attorno al 35 %. Ne consegue che l ’ ossigeno presente nell ’ aria sotto forma di microbolle nelle acque degli impianti viene assorbito dall ’ acciaio presente nelle tubazioni e nei generatori principalmente formando ossido di ferro ( 4Fe + 3 O 2
= 2 Fe 2
O 3
) cioè ruggine di colore rossastro . È evidente che una continua formazione di ossidazione porta alla riduzione degli spessori fino alla rottura del componente o della tubazione causando una perdita dell ’ acqua di circuito , con il conseguente danno . La corrosione da ossigeno è riconoscibile dalla formazione di specie di crateri in superficie . La corrosione quando si innesca , se non contrastata , investe l ’ intera massa ferrosa dell ’ impianto con conseguente perdite e continui reintegri di acqua nell ’ impianto anch ’ essa deleteria per l ’ introduzione della parte calcarea . Se invece si riesce a proteggere l ’ impianto in generale dall ’ introduzione di ossigeno attraverso reintegri di nuova acqua , il naturale contenuto di ossigeno presente all ’ inizio viene gradualmente ridotto , avvenendo una ossidazione parziale con carenza di ossigeno formando magnetite ( Fe 3
O 4
) di colore nerastro la quale induce un ’ azione protettiva contro le corrosioni . ( 3Fe + 3O 2
= Fe 3
O 4 tetrossido di triferro – magnetite )
PRESENZA DI ARIA NEGLI IMPIANTI Come detto l ’ aria , e quindi l ’ ossigeno , che entra in un impianto moderno di climatizzazione del tipo a vaso chiuso , essendo quelli a vaso aperto o vecchi impianti o impianti di elevata potenzialità , si insinua nel circuito per almeno tre processi . Il primo è dovuto all ’ aria disciolta nell ’ acqua attraverso la formazione di microbolle . Quanta aria sia disciolta nell ’ acqua dipende sostanzialmente dalla pressione e dalla temperatura del liquido . Senza entrare nel merito della Legge di Henry , possiamo dire che ogni metro cubo di acqua fredda introdotta a 20 ° C e riscaldata poi fino a 70 ° C ad una pressione costante di 2 bar , riesce a liberare fino a 20 litri di aria nell ’ impianto sotto forma di microbolle . Le microbolle di dimensioni variabili da 0,01 a 0,1 mm si formano in riscaldamento sulle superfici di scambio
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