Sant ' Antonio di Padova CAPITOLO I · La vita nascosta salute, più desiderosi che mai di predicare e di morire.
Dio non tardò ad esaudire desideri così ardenti. I Frati Minori incontrarono nuovamente il Miramolino. Berardo salì sul carro stesso dove si trovava il sovrano; da lì, come da un pulpito, esortava i musulmani a rinunciare alla mezzaluna per abbracciare la Croce del Salvatore. Abu-Jacub non trattenne più la sua collera; travolto dalla furia, mandò al supplizio i coraggiosi apostoli.
Furono inflitte loro torture terribili. Furono crudelmente flagellati; si versò sulle loro piaghe aperte acqua bollente e aceto; furono fatti rotolare su cocci di vetro e frammenti di ceramica. Poi, dopo aver inutilmente cercato di farli abiurare, venne loro spaccata la testa. Il Miramolino non arrossì nel compiere egli stesso l’ ufficio del boia; con la propria mano inflisse ai martiri il colpo mortale. Era il 16 gennaio 1220.
La folla inferocita oltraggiò i cadaveri. Ma l’ infante don Pedro riuscì a raccogliere le sante spoglie; le riportò fino ai confini del Portogallo; da lì, un cavaliere del suo seguito le trasportò a Coimbra.
Accolte con i più grandi onori tra manifestazioni di gioia e di pietà, le preziose reliquie furono deposte a Santa Croce, nella chiesa dei Canonici Regolari, alla presenza del re, della regina e di una folla immensa. La cappella del convento francescano era sembrata troppo piccola per accogliere un simile tesoro.
Quali sentimenti provò Fernando alla vista dei resti di queste eroiche vittime? Quei poveri religiosi, ora nimbati dall’ aureola del martirio, li aveva conosciuti; aveva parlato più volte con loro. Il suo cuore aveva vibrato all’ unisono con il loro, quando gli confidavano i loro sogni di apostolato. Ora ne invidiava la sorte; invocava con ardore l’ ora benedetta in cui, per il nome di Gesù, anche lui sarebbe caduto sotto la spada del carnefice.
Ma come giungere a tale felicità? Il nostro santo non vedeva che una via: rinunciare al suo monastero ed entrare nell’ Ordine serafico. Espose con spirito filiale i suoi pensieri al Superiore. Nonostante il dolore che doveva arrecare la partenza di un soggetto tanto promettente, i Canonici Regolari riconobbero nelle sue aspirazioni l’ o- pera della grazia. Si inchinarono davanti alla volontà divina e autorizzarono generosamente Fernando a passare nella milizia francescana.
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