CAPITOLO I · La vita nascosta
Il santo vestì l’ abito francescano e si ritirò nel piccolo convento di Sant ' Antonio degli Olivi, dove gli fu cambiato il nome in Antonio.
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I Minori non potevano che rallegrarsi di un tale acquisto. Frate Antonio aveva una solida formazione; era già esperto nella vita regolare. Non fu quindi accolto come un semplice novizio; gli furono solo insegnate le consuetudini della sua nuova famiglia religiosa. Già nei primi giorni dell’ autunno 1220, fu inviato in Marocco in compagnia di un frate chiamato Filippo. Il nostro santo lasciava la sua patria, nella quale non sarebbe mai più tornato. Partiva col cuore pieno di gioia, sperando in un futuro prossimo la realizzazione dei suoi sublimi desideri.
Ma la Provvidenza aveva su di lui altri disegni. Appena arrivato, Antonio si ammalò così gravemente da restare a letto per diversi mesi. La sua estrema debolezza, e forse anche un ordine dei suoi superiori, lo costrinsero a tornare in Europa.
Assalita da una violenta tempesta, la nave su cui era imbarcato con il suo compagno non riuscì a raggiungere le coste della Spagna. Dopo una navigazione burrascosa, il santo sbarcò in Sicilia. Vi apprese della convocazione del Capitolo generale ad Assisi per la festa di Pentecoste, che in quell’ anno 1221 cadeva il 30 maggio. San Francesco chiamava tutti i Frati non impediti da altri doveri.
Tremila religiosi risposero all’ invito del Beato Padre. Provenienti dalle regioni più diverse, portavano con sé un medesimo spirito di gioia spirituale, autentico tesoro della povertà volontaria. Alloggiavano in capanne di rami; accampati nei boschi che circondano il santuario
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