CAPITOLO I · La vita nascosta
entrò tra i Canonici Regolari di Sant’ Agostino, che a Lisbona occupavano il monastero di San Vincenzo de Fora.
Come si comportò nel convento, possiamo supporlo dalla pietà della sua infanzia. Fin dal primo giorno, il novizio osservò fedelmente la regola; si dedicava soprattutto all’ esercizio dell’ orazione con fervore eccezionale.
Anima di preghiera, Fernando si immergeva in un continuo raccoglimento. Ma se aveva lasciato il mondo, il mondo non l’ aveva dimenticato. I suoi genitori, gli amici, i vecchi compagni venivano spesso a cercarlo nel suo ritiro; il santo li accoglieva con graziosa carità. Tuttavia soffriva per queste visite troppo frequenti, che turbavano la pace della sua unione con Dio. Per salvaguardare la sua vita interiore, chiese e ottenne dal suo Priore di essere trasferito a Coimbra, dove la congregazione portoghese dei Canonici Regolari aveva, nel monastero di Santa Croce, la sua casa madre.
Coimbra, allora capitale del regno, non possedeva ancora la celebre università che, fondata un secolo più tardi, avrebbe brillato con tanto splendore. Santa Croce era all’ epoca il principale centro della cultura letteraria e scientifica del Portogallo.
Nel suo nuovo convento, il giovane religioso si dedicò agli studi ecclesiastici; vi mise tutto il suo ardore, senza però nuocere al suo abituale raccoglimento. I suoi libri preferiti erano la Bibbia e le opere dei Padri. Sembra che fosse soprattutto attraverso le voluminose glosse, così diffuse nel Medioevo, che imparò a conoscere i santi Dottori. Si racconta, nella biografia primitiva, che prolungava spesso le sue letture fino a tarda notte.
Fernando aveva una memoria straordinariamente fedele;
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