Sant ' Antonio di Padova CAPITOLO IV · La vita meravigliosa
L’ ospite si morse le labbra, cercando di nascondere come poteva il suo dispiacere, e tornò in cantina per riempire un’ altra bottiglia. Ahimè! Aveva dimenticato di chiudere il rubinetto della botte: non c’ era più vino.
Le donne del sud sono espansive; la povera donna risalì profondamente afflitta ed esplose in lacrime di dolore.
Antonio fu toccato dalla sua pena. Si appoggiò al tavolo, si mise la testa tra le mani e pregò in silenzio. Mentre implorava il Cielo, i frammenti della caraffa si ricomposero come per incanto.
Testimone del prodigio, l’ ospite lanciò un grido di stupore. Corse precipitosamente in cantina, chiedendosi se là avrebbe assistito a un altro miracolo. La sua speranza non fu delusa: la botte era di nuovo piena di vino.
Fuori di sé per la sorpresa e la gioia, si affrettò a ringraziare il suo benefattore. Ma il santo rifuggiva dalle manifestazioni di riconoscenza: era già ripartito con il suo compagno.
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Insieme al dono dei miracoli, Dio aveva concesso al suo servo anche quello della profezia.
Mentre Antonio si trovava a Le Puy, vi era in quella città un notaio giovane e ricco, che conduceva una vita spensierata. Non era certo tra coloro che assistevano ai sermoni del santo: si curava poco dei suoi doveri di cristiano; trovava le prediche noiose e preferiva la compagnia dei suoi amici, libertini come lui.
Curiosamente, Antonio distingueva tra tutti proprio quel notaio, che non mostrava alcun interesse per lui. Ogni volta che lo incrociava per strada, si inchinava e gli mostrava un rispetto intriso di tenerezza. Il giovane, all’ inizio, rise di quella che gli sembrava una ingenuità, pensando che quel frate avesse la semplicità di giudicarlo solo dall’ aspetto. Poiché gli incontri si ripetevano, finì per credere che quel religioso tanto zelante volesse, con quelle manifestazioni fuori luogo, rimproverargli indirettamente la sua cattiva condotta. Questo pensiero lo irritò; ma, essendo di indole abbastanza accomodante, fece in modo di evitare da quel momento in poi il santo.
Tuttavia, accadde un bel giorno che i due personaggi si trovarono improvvisamente faccia a faccia. Antonio, come di consueto, si inchinò rispettosamente. Il notaio, furioso, non riuscì più a trattenere la collera e chiese con rabbia al Minore il motivo di quei saluti tanto straordinari.
« Sappiate- gli rispose il taumaturgo- che un giorno spargerete il vostro sangue per la Religione. Io venero in voi un futuro martire di Cristo ».
L’ evento confermò la predizione del santo. Poco tempo dopo, il notaio fu toccato dalla grazia. Vendette i suoi beni, ne distribuì il ricavato ai poveri e partì in pellegrinaggio per la Terra Santa. In una disputa con dei musulmani difese con tanto ardore i nostri dogmi, che fu massacrato in odio alla fede.
Antonio fece molte altre predizioni, troppo numerose per essere qui elencate. Riporteremo soltanto l’ ultima profezia, fatta quindici giorni prima della sua morte.
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