Sant ' Antonio di Padova CAPITOLO IV · La vita meravigliosa meraviglioso potere che aveva ricevuto.
Il giorno di Pasqua del 1224, avrebbe dovuto contemporaneamente predicare nella cattedrale di Montpellier e cantare il graduale e l’ Alleluia alla messa solenne del suo convento. Trovò il modo di compiere entrambe le funzioni.
Salì tranquillamente sul pulpito; parlò davanti al vescovo, al clero e a un’ immensa folla desiderosa di ascoltarlo. Improvvisamente si interruppe nel discorso, si coprì il capo e sembrò assorto in un profondo raccoglimento. In quello stesso momento i Frati Minori lo vedevano nella loro cappella, dove debitamente compiva il suo compito liturgico.
Nella cattedrale, l’ uditorio si meravigliava di quel silenzio straordinario e credeva a un’ estasi. Dopo alcuni istanti, l’ oratore ritornò in sé e concluse il suo sermone.
I fedeli, sospettando un mistero, vollero conoscere la verità. Condussero un’ inchiesta e accertarono che il predicatore aveva compiuto uno di quei prodigi di bilocazione così raramente constatati, persino nella vita dei più grandi santi.
Come i veri amici di Dio, Antonio aveva un cuore tenero e profondamente sensibile alla pietà. Fu per compassione delle sofferenze altrui che compì la maggior parte dei suoi miracoli. Guariva i malati; risuscitò persino dei morti.
Tra gli innumerevoli episodi della sua bontà, ve n’ è uno di una grazia e una semplicità squisite, che mostra perfettamente la potenza della sua intercessione e la delicatezza della sua carità.
Antonio attraversava la Provenza per rientrare in Italia. Insieme al suo compagno bussò alla porta di una casa ospitale e chiese l’ elemosina di un pasto. La padrona di casa non era ricca, ma possedeva alcune provviste e un po’ di vino in una botte. Accolse con gentile generosità i poveri di Gesù Cristo e preparò loro, al meglio delle sue possibilità, una frugale colazione.
Per adornare la sua modesta tavola con un tocco di raffinatezza, chiese in prestito a una vicina una caraffa di puro cristallo. Scese in cantina e riempì il prezioso vaso di vino.
I Frati Minori consumarono il pasto. Purtroppo, il compagno del santo aveva la mano un po’ pesante; con un gesto maldestro fece cadere la famosa caraffa, che andò in frantumi.
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