CAPITOLO IV · La vita meravigliosa
L’ eretico mantenne la parola e si convertì; molti suoi correligionari dovettero, senza dubbio, come lui, abiurare i propri errori.
Giovanni Rigaud non indica dove avvenne il fatto; la critica moderna assegna come teatro dell’ evento la città di Rimini. Nel 1417 fu costruita in quel luogo una cappella per commemorare il grande avvenimento; molti anni prima era stata eretta una colonna proprio nel punto in cui si era compiuto il prodigio.
Antonio compì un altro miracolo nella stessa città. Gli eretici deridevano le sue prediche.
« Poiché gli uomini rifiutano di ascoltare la parola di Dio », disse loro, « mi rivolgerò ai pesci ».
Si diresse allora verso le rive erbose del Marecchia. Come il suo serafico Padre che predicava agli uccelli, con una semplicità incantevole invitò gli abitanti delle limpide acque a lodare il Signore.
Con grande sorpresa degli astanti, i pesci si radunarono presso la riva; emergevano con la testa fuori dall’ acqua e sembravano ascoltare l’ oratore con attenzione.
Sostenuto da simili manifestazioni soprannaturali, il ministero del santo portò frutti abbondanti.
Sovraccarico di lavoro, schiacciato dalle fatiche apostoliche, il nostro taumaturgo provava talvolta una certa difficoltà a conciliare i doveri religiosi con l’ ardore del suo zelo. Pur desiderando adempiere puntualmente ai suoi obblighi monastici, gli dispiaceva rifiutare i sermoni che gli venivano richiesti. Nei casi difficili, ricorreva al
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