Sant ' Antonio di Padova CAPITOLO III · La vita interiore
e si dimostrava con i fatti. Antonio ha amato Dio fino al disprezzo di sé.
Giovane, ricco, dotato dei più affascinanti doni dell’ intelletto e del cuore, appartenente a una famiglia illustre, aveva davanti a sé un brillante avvenire. Il mondo gli offriva gioie e onori; al pio adolescente bastava allungare la mano per coglierli.
Ma a quell’ età spensierata, in cui la maggior parte si lascia sedurre dal piacere e dalla gloria, il santo disprezza i beni che passano. Rinuncia alla sua ricchezza, alla sua famiglia, alla sua libertà; si rinchiude in un chiostro. Quali motivi lo ispirano in questa decisione? Teme, restando nel secolo, di macchiare il fiore della sua innocenza; ha paura di soccombere alle tentazioni che lo insidiano; vuole offrire a Dio, senza divisioni, la tenerezza del suo cuore. Non è forse questo il vero amore? Non è forse questa la carità perfetta? « Chi mi ama osserva i miei comandamenti » 5, diceva il Salvatore.
Presto, la vita così regolare e raccolta che conduce tra i Canonici di Santa Croce non basta più alla sua ardente aspirazione.
Egli desidera un’ austerità più rigorosa, una perfezione più alta, una povertà più totale. Ambisce a quelle eroiche imprese che fanno i martiri; sogna di predicare la fede agli infedeli e di versare il suo sangue per Gesù Cristo. Per raggiungere questo scopo, si riveste dell’ umile saio francescano; lascia il suo paese, impaziente di affrontare i carnefici per la gloria del suo Signore. Era davvero un amore intensissimo quello che allora infiammava il cuore del giovane santo, poiché non vi è carità più grande che dare la propria vita per l’ Amico divino.
Speranza delusa. La Provvidenza nega ad Antonio il martirio tanto ardentemente desiderato.
Che importa? Se non può versare il suo sangue in un solo colpo, si sacrificherà giorno dopo giorno in quella lenta immolazione che esige la perfezione religiosa. Realizzerà al meglio l’ ideale evangelico, così come lo propone ai suoi figli il Patriarca di Assisi.
Con la pratica della povertà volontaria spinta ai limiti più estremi, egli imiterà l’ amabile Maestro che si è fatto povero per noi. Non è forse ancora questo un perfetto amore di carità: rendersi conforme all’ immagine del suo Figlio unigenito?
5 Gv 14, 21.
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