Libro S.Antonio da Padova | Page 21

CAPITOLO III · La vita interiore
Egli sapeva, come attesta la Scrittura, che è bene mantenere il segreto delle divine predilezioni; salvo rare eccezioni, non fece mai confidenze sulla sua vita interiore. Il poco che sappiamo ci permette tuttavia di comprendere, almeno in parte, cosa fosse la sua orazione.
Antonio salì alle vette della contemplazione passiva: impossibile dubitarne. Si è mai visto un’ anima, anche energica, trascorrere cinque o sei ore consecutive nell’ e- sercizio laborioso della meditazione discorsiva, al punto da perdere coscienza del mondo esterno? Il nostro santo consacrava intere giornate all’ orazione; vi si assorbiva totalmente. Quando la sera usciva dalla sua grotta di Monte Paolo, era esausto; sembrava tornare da una regione lontana e misteriosa. Non sono forse questi dettagli, così suggestivi, indizi evidenti di grazie mistiche e di un’ unione molto profonda?
Sappiamo d’ altronde, per sua stessa ammissione, che ricevette più volte visite celesti. La Madonna gli apparve, in particolare, alla vigilia di un 15 di agosto, mentre si trovava nel sud della Francia. Ella si degnò di assicurargli la realtà della sua Assunzione, quel glorioso privilegio a cui Antonio era particolarmente devoto e che alcuni scrittori dell’ epoca mettevano ancora in dubbio.
La Vergine Immacolata soccorse inoltre visibilmente il suo fedele servo. Per due volte, a Brive e a Padova, il demonio assalì il fervente predicatore che gli strappava tante anime. Antonio lanciò un grido verso Maria; recitò l’ inno O gloriosa Domina, che amava ripetere spesso. La Regina del Cielo gli apparve in una luce abbagliante e mise in fuga lo spirito maligno.
Anche il Salvatore visitava il nostro santo. Antonio, secondo un’ antica tradizione, fu ospitato presso il signore di Châteauneuf, nel Limousin. Questo signore si era proposto di osservare attentamente il religioso, la cui fama lo colpiva. Caduta la notte, spiò con curiosità indiscreta ciò che l’ ospite facesse nella sua stanza. Fu testimone di un prodigio incantevole: il Divino Bambino riposava tra le braccia di Antonio, che lo colmava di carezze rispettose.
La critica moderna non osa attribuire a questo racconto un carattere storico. Tuttavia, riconosce che Nostro Signore apparve al santo durante la sua agonia. Gesù, glorioso e sorridente, veniva a fortificare il suo apostolo nell’ ultima lotta e a lenire con la sua presenza l’ angoscia del passaggio supremo.
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In un celebre dipinto, il Pinturicchio ha raffigurato sant’ Antonio di Padova con lo sguardo estatico rivolto al cielo e un cuore infiammato nella mano sinistra. Un atteggiamento simbolico che esprime alla perfezione i sentimenti più intimi di quest’ anima beata. Antonio percorse la via privilegiata della contemplazione; fu nella sua orazione continua e profonda che il suo cuore si incendiò d’ amore.
Amore sincero e senza inganno, quello del nostro santo: andava oltre le sfere incostanti della sensibilità
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