Libro S.Antonio da Padova | Page 18

Sant ' Antonio di Padova CAPITOLO II · La vita apostolica
arrivavano prima dell’ alba sul luogo del raduno, quando il santo parlava di buon’ ora; avevano cura, notano i biografi, di cambiare i loro abiti sfarzosi con vesti più sobrie.
Quando l’ oratore appariva, si faceva un silenzio profondo. Immobile, muto, l’ immenso uditorio concentrava su di lui l’ attenzione e lo sguardo; si sarebbe detto che Antonio esercitasse su di esso una segreta fascinazione.
Finito il discorso, la folla si precipitava verso il predicatore e manifestava il proprio entusiasmo con gesti spesso indiscreti. Si voleva vederlo da vicino, baciarne le mani, riceverne la benedizione. Le donne si munivano di forbici e ritagliavano di nascosto pezzi del suo abito per conservarli come reliquie. Nonostante la riluttanza della sua modestia, l’ umile religioso finì col dover accettare un gruppo di uomini robusti che lo proteggessero.
L’ eloquenza del santo produceva frutti ben più profondi che semplici acclamazioni momentanee; numerose conversioni si compivano. I nemici si riconciliavano; ladri e usurai restituivano il maltolto. I peccatori cercavano nel sacramento della penitenza il perdono delle loro colpe; venivano in così grande numero che Antonio dovette farsi affiancare da diversi sacerdoti per aiutarlo in questo ministero. Quanto a lui, ascoltava le confessioni dal mattino fino a notte fonda, senza un attimo di riposo, senza assumere alcun cibo. Quando si spendeva così per la salvezza delle anime, era già afflitto dalla malattia che lo avrebbe condotto alla morte pochi mesi più tardi.
Un Frate Minore, divenuto vescovo di Tréguier nel 1317, Giovanni Rigaud, racconta di aver incontrato un antico penitente del santo. Quest’ uomo, allora avanti con gli anni, dopo essere appartenuto nella sua giovinezza a una banda di briganti, era stato convertito, insieme ai suoi complici, dalla predicazione di Antonio. Il beato missionario aveva riconciliato questi miseri con Dio; aveva predetto loro una fine tragica se fossero ricaduti nel crimine e li aveva assicurati della beatitudine eterna se fossero rimasti nel bene. La profezia si avverò: parecchi di loro ritornarono ai loro misfatti e morirono tra i supplizi. Quanto al vecchio, aveva seguito fedelmente i consigli ricevuti e attendeva in pace la felicità senza fine che gli era stata promessa dal glorioso apostolo di Padova.
Come spiegare un successo tanto prodigioso? Con il talento straordinario e il carisma della santità, ma soprattutto con l’ atmosfera meravigliosa in cui Antonio si muoveva. Le folle lo veneravano come un taumaturgo; e infatti egli compiva innumerevoli miracoli dalla indiscutibile autenticità.
Anche i suoi discorsi erano talvolta accompagnati da fenomeni prodigiosi, che imprimevano alla sua predicazione un sigillo divino. Nei dintorni di Le Puy, la sua voce, un giorno, si udì per diversi chilometri e consolò una povera donna alla quale un marito brutale impediva di assistere al sermone. A Limoges, mentre parlava in un antico anfiteatro romano, scoppiò un temporale e il tuono rimbombò: il santo trattenne l’ uditorio pronto a disperdersi, e nessuno fu bagnato, benché attorno all’ arena la pioggia cadesse a catinelle. Un’ altra volta annunciò, all’ inizio della predica, che il demonio avrebbe cercato di turbare l’ assemblea, ma non avrebbe provocato incidenti gravi: pochi minuti dopo, la tribuna su cui si trovava l’ oratore crollò con fragore; Antonio uscì illeso dalle macerie.
Sarebbe facile moltiplicare questi esempi che abbondano nella vita dell’ illustre missionario. Vi torneremo in uno dei capitoli seguenti.
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