Sant ' Antonio di Padova
i suoi discorsi restavano di estrema semplicità; ma la fiamma divina che lo consumava, la sua immaginazione poetica, infine l’ esempio della sua povertà volontaria, conferivano alla sua parola un’ andatura ora commovente, ora graziosa.
Ben diversa era la predicazione di Antonio. Egli non si limitava a esortare i suoi uditori: li istruiva; offriva loro una dottrina solida e profonda. I Sermoni che ci ha lasciato per iscritto lo dimostrano chiaramente.
Questi“ sermoni” sono meno discorsi compiuti che trame serrate e dense, preparate con cura. L’ oratore ne improvvisava, al momento, la forma finale e sviluppava il suo tema secondo l’ ispirazione. Se non ci rivelano il segreto della sua eloquenza, questi schemi ci forniscono comunque preziose informazioni sulla predicazione del santo: indicano quali soggetti preferiva trattare e in che modo li affrontava.
Antonio fondava il suo insegnamento sulla Scrittura, di cui possedeva una conoscenza perfetta. Ne utilizzava i testi nel senso letterale, ma amava anche esporne il senso figurato; ne traeva frequentemente quelle allegorie e quei simboli tanto cari alla mentalità medievale.
Spiegava ai suoi ascoltatori i punti fondamentali della dottrina cristiana. I suoi sermoni sulla Santa Vergine sono particolarmente degni di nota dal punto di vista dogmatico. Vi ricorda i privilegi di Maria, la sua potenza d’ intercessione, il suo ruolo particolare nel piano della Redenzione; insiste, seguendo san Bernardo, sulla sua maternità di grazia. L’ insieme di questi discorsi costituisce un vero trattato di teologia mariana.
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