Libro S.Antonio da Padova | Page 13

· La vita apostolica ·
CAPITOLO II

· La vita apostolica ·

Francesco d’ Assisi aveva in orrore la falsa scienza, che gonfia d’ orgoglio gli spiriti mediocri. Al contrario, provava per la vera scienza unita alla pietà un rispetto misto ad ammirazione. Il trionfo inatteso che il nostro umile santo aveva ottenuto a Forlì lo colmò di gioia e di speranza. Non esitò a incoraggiare il giovane oratore nella carriera in cui aveva appena mosso il primo passo con così brillante successo. Gli affidò persino l’ incarico d’ insegnare ai Frati la teologia,“ purché- diceva- uno studio di questo genere non spenga in essi lo spirito della santa orazione e della devozione, secondo le prescrizioni della Regola”. La lettera che gli scrisse in quell’ occasione era indirizzata: « Fratri Antonio, episcopo meo. Al Frate Antonio, mio vescovo ». L’ uso di tale formula mostra chiaramente quale stima il Fondatore avesse per le scienze sacre.
Il nostro santo entrò generosamente nella via tracciatagli dall’ obbedienza; mise nei suoi compiti quell’ entusiasmo vibrante che lo aveva condotto in Marocco. Dio non aveva negato agli eroici suoi desideri il martirio del sangue se non per accordargli quello dell’ apostolato. Predicando senza tregua, passando intere giornate ad ascoltare confessioni, non concedendosi altro riposo che l’ orazione, Antonio fu presto vinto dalle immense fatiche. Aveva donato senza misura il suo tempo e le sue forze per la salvezza delle anime e la gloria di Dio; cadde realmente vittima del suo zelo e del suo amore.
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