aver fatto qualche passo indietro, cominciò a toccarsi il mento,
le guance, i capelli. E di tanto in tanto chinava il capo sul petto
e, girandolo da una spalla all’altra, sollevando allo stesso tempo
ora uno ora l’altro braccio, si annusava come un cane, per
sentire se era proprio lui a profumare a quel modo. E rideva e
subito dopo tornava a farsi serio e a toccarsi tutto, mentre
scrutava allo specchio quella persona nuova. Poi si metteva le
mani dietro la schiena e tutto impettito provava a camminare,
sempre con lo sguardo fisso nello specchio.
Al termine di questi gesti e smor