LIBERAMENTELIBRANDO Storie vestine | Page 17

aver fatto qualche passo indietro, cominciò a toccarsi il mento, le guance, i capelli. E di tanto in tanto chinava il capo sul petto e, girandolo da una spalla all’altra, sollevando allo stesso tempo ora uno ora l’altro braccio, si annusava come un cane, per sentire se era proprio lui a profumare a quel modo. E rideva e subito dopo tornava a farsi serio e a toccarsi tutto, mentre scrutava allo specchio quella persona nuova. Poi si metteva le mani dietro la schiena e tutto impettito provava a camminare, sempre con lo sguardo fisso nello specchio. Al termine di questi gesti e smor