LIBERAMENTELIBRANDO Storie vestine | Page 16

radersi. Ciò fatto, se ne andarono via dandosi appuntamento lì il giorno dopo, prima dello spuntar del sole, per godersi lo spettacolo del risveglio di Nicola. La mattina seguente tornarono e, nascosti chi dentro il confessionale, chi dietro l’altare, aspettarono che quello si svegliasse. E quando cominciarono a sentirsi le campane della chiesa di San Pietro che suonavano per la prima Messa, Nicola cominciò a muoversi e a rigirarsi di qua e di là fino a che non cadde di lato, facendo un tonfo che gli dette una bella sveglia. Rimessosi a sedere, si stropicciò energicamente gli occhi con le nocche degli indici, sbadigliò aprendo la bocca come un forno e si stiracchiò ben bene, stendendo a lungo le braccia in fuori. Poi, appena ebbe gli occhi ben aperti e poté cominciare a guardarsi intorno, si fermò di botto, tornò a stropicciarsi gli occhi, si guardò di nuovo intorno e rimase paralizzato dallo stupore. Non si era ancora ripreso dallo smarrimento che gli cadde lo sguardo sulla tonaca... <> esclamò, alzandosi di scatto e cominciando a toccarsi freneticamente dappertutto, a lisciarsi e tirarsi ogni lembo di quell’insolito vestito, come se non credesse che era infilato proprio addosso a lui! E si toccava il petto, le braccia, le gambe e poi tornava a lisciarsi dappertutto, voltandosi attorno a sé come il cane che si morde la coda e chinandosi a toccare le scarpe lucenti, con le quali non osava fare un passo. Infine, mentre si tirava su la tonaca per rimirarsi ancora quelle belle scarpe, scorse lo specchio posato per terra e, afferratolo con tutt’e due le mani, se lo pose davanti e cominciò a farlo scorrere su e giù per la sua persona, ridendo con quella bocca sdentata. E quale non fu la sua meraviglia, quando vide il suo volto riflesso! Appoggiò, allora, lo specchio sull’altare e, dopo 15