LIBERAMENTELIBRANDO Storie vestine | Page 12

avrebbero fatto i buoni. Ma Nicola non sarebbe stato capace di far male nemmeno a una formica, grosso e cazzone com’era.4 In paese lo si vedeva solo in qualche giorno di festa perché era sempre in giro per le campagne. Andava a giornata per le masserie di Montebello Farìndola, la Celiera e la Cità.5 Mangiava e dormiva dove si trovava perché una casa non ce l’aveva. Quando capitava nel paese se ne andava a dormire dentro la stalla vecchia del fattore del Farindolese,6 quattro pietre scalcinate che sembravano dire: “Mantienimi che mo’ me ne casco!”. Ma quando ’Nzelmuccio della Papocchia e i suoi compagni gli combinarono quello che gli combinarono, non fece in tempo a recàrvicisi per trascorrere in santa pace la notte. Era il 29 giugno, la festa di San Pietro.7 C’erano la banda, lo sparo, le bancarelle dei nocellari... e gli arrostellari,8 che si mettevano in piazza e davanti alle cantine e alla chiesa di San Rocco, dove si svolgeva la fiera del bestiame. Nicola alle feste non mancava mai, dovunque si svolgessero, perché era ghiotto di arrostelle; che in queste occasioni riusciva a divorare in grande quantità. Come sempre si sarebbe piantato davanti al cuoci -arrosti e non si sarebbe mosso da lì fino a quando l’arrostellaro non avesse finito la carne di pecora o, spazientito, non lo avesse pigliato a pedate nel fondoschiena, perché per via della sua presenza le persone non si 4 Grande e grosso, ma innocuo. Farindola e Villa Celiera (la Celiera) sono piccoli paesi; Penne (la Cità), è una cittadina. Tali centri Sono in provincia di Pescara. 6 Contrada di Montebello di Bertona posta lungo la strada per Farindola. 7 Il Patrono di Montebello di Bertona. 8 Nome con cui vengono designati, in Abruzzo, i venditori di arrosticini (arrostelle), degli spiedini a base di carne di pecora cotti su uno speciale utensìle (cuoci-arrosti) a forma di grondaia di sezione rettangolare, all’interno del quale è collocata la brace. 5 11