avrebbero fatto i buoni.
Ma Nicola non sarebbe stato capace di far male nemmeno a
una formica, grosso e cazzone com’era.4 In paese lo si vedeva
solo in qualche giorno di festa perché era sempre in giro per le
campagne. Andava a giornata per le masserie di Montebello
Farìndola, la Celiera e la Cità.5 Mangiava e dormiva dove si trovava perché una casa non ce l’aveva. Quando capitava nel paese
se ne andava a dormire dentro la stalla vecchia del fattore del
Farindolese,6 quattro pietre scalcinate che sembravano dire:
“Mantienimi che mo’ me ne casco!”. Ma quando ’Nzelmuccio
della Papocchia e i suoi compagni gli combinarono quello che
gli combinarono, non fece in tempo a recàrvicisi per trascorrere
in santa pace la notte.
Era il 29 giugno, la festa di San Pietro.7 C’erano la banda, lo
sparo, le bancarelle dei nocellari... e gli arrostellari,8 che si
mettevano in piazza e davanti alle cantine e alla chiesa di San
Rocco, dove si svolgeva la fiera del bestiame.
Nicola alle feste non mancava mai, dovunque si svolgessero,
perché era ghiotto di arrostelle; che in queste occasioni riusciva
a divorare in grande quantità. Come sempre si sarebbe piantato
davanti al cuoci -arrosti e non si sarebbe mosso da lì fino a
quando l’arrostellaro non avesse finito la carne di pecora o,
spazientito, non lo avesse pigliato a pedate nel fondoschiena,
perché per via della sua presenza le persone non si
4
Grande e grosso, ma innocuo.
Farindola e Villa Celiera (la Celiera) sono piccoli paesi; Penne (la
Cità), è una cittadina. Tali centri Sono in provincia di Pescara.
6
Contrada di Montebello di Bertona posta lungo la strada per Farindola.
7
Il Patrono di Montebello di Bertona.
8
Nome con cui vengono designati, in Abruzzo, i venditori di arrosticini
(arrostelle), degli spiedini a base di carne di pecora cotti su uno speciale
utensìle (cuoci-arrosti) a forma di grondaia di sezione rettangolare, all’interno
del quale è collocata la brace.
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