LIBERAMENTELIBRANDO Storie vestine | Página 13

avvicinavano. Infatti, appena qualcuno andava a ordinare un mazzo di arrostelle, lui cominciava a tormentarlo con le sue richieste: <> E non la smetteva fino a quando non veniva accontentato e non vedeva che i pezzettini di carne infilati negli spiedini di legno erano finiti. Più veniva allontanato e più tornava, testardo come un mulo! Appena arrivava spendeva quei due soldi che teneva in tasca per comprarsi le arrostelle e, quando li aveva finiti, cominciava a girare come una cicciacòla9 intorno al cuoci-arrosti. E non lo avrebbero spostato più nemmeno le cannonate! Stava sempre pronto a raccogliere gli spiedini privi di carne che venivano gettati a terra; e li leccava avidamente, li succhiava, li mordeva, passandoseli e ripassandoseli attraverso la bocca e ungendosi di grasso tutta la faccia mal rasata, che poi puzzava di pecora che appestava! Gli arrostellari lo conoscevano da sempre e per toglierselo di torno lo mandavano in giro a svolgere le commissioni più strampalate, dopo averlo pagato in anticipo con un paio di arrostelle fatte con pezzi di grasso scartato. Una volta Mastro Ciccone, il beccaio del Castello,10 lo aveva mandato fino a Fonte Marianna, su in montagna, a prendergli una saccoccia d’acqua fresca! E quando, diverse ore dopo, era tornato con i pantaloni tutti inzuppati, aveva fatto ridere tutta Montebello. E Mastro Ciccone aveva fatto finta di arrabbiarsi, perché gridava tra le bestemmie che lo aveva pagato prima del tempo e così lui non gli aveva portato l’acqua. Ora l’unica cosa 9 Nome abruzzese della gazza. Castel del Monte, paesino in provincia di L’Aquila. 10 12