L'Amore e Poesia - AAVV- | Page 10

accarezzata dal vento, l‟ironia che diventa consapevolezza dei limiti e invita a far decantare le situazioni. E allora, chiedersi da donde venga e dove va la poesia è chiedersi sul destino dell‟uomo: origine e fine si capiscono se si capisce l‟essenza dell‟uomo, il perché della sua ventura nel tempo. “Non si volge chi a stella è fiso” diceva Leonardo da Vinci: penso che in questa massima c‟è ,almeno a livello di idealità, di utopia, il senso della vita che la poesia incarna e protegge, nonché la sua capacità di illuminare l‟essere e di proporsi come dono dell‟essenza. Le poesie scelte sono in sintonia con quanto sostenuto: l‟estraniamento del poeta, la solitudine fertile che paga a caro prezzo, l‟amore verso la vita così profondo da consustanziarsi di rinuncia e di assenza, il conflitto infinito con l‟inadeguato intelletto a raggiungere conferme e certezze e, dunque, la superiorità dell‟immagine, frutto saporoso di fantasia, pensiero, emozione che, nell‟intuizione dando all‟uomo la sapienza del bene e del male, lo reintegra per sempre nell‟Eden. Penso che Montale quando dice. “Ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà” volesse indicare, con amabile ironia, questo, in un mondo mercificato e massificato che non sa più ascoltarsi o non vuole, privilegiando il vuoto diversamente da come lo definisce Pascal. ***** Quando ti alzerai nei tuoi occhi di cielo non aspettare nessuno nessuno quando sorriderai nei tuoi occhi di cielo non amare nessuno nessuno chè solo tu ti ami e solo tu aspetti te stesso. Novello iddio calmo della collina che sa l‟aquila piange lo sparviero e solo la tigre capisce il ruggito del leone. ****** Dovrò un giorno conciliarmi con quello che di me inoppugnabile alla morte obiettava il sereno movimento del pensiero. La mia poetica Mi piace essere escluso, per sentirmi inattuale, ( lo dico con umile orgoglio, consentitemi l‟ossimoro), 10