accarezzata dal vento, l‟ironia che diventa consapevolezza dei limiti e invita a far decantare le
situazioni.
E allora, chiedersi da donde venga e dove va la poesia è chiedersi sul destino dell‟uomo: origine
e fine si capiscono se si capisce l‟essenza dell‟uomo, il perché della sua ventura nel tempo.
“Non si volge chi a stella è fiso” diceva Leonardo da Vinci: penso che in questa massima c‟è
,almeno a livello di idealità, di utopia, il senso della vita che la poesia incarna e protegge, nonché la
sua capacità di illuminare l‟essere e di proporsi come dono dell‟essenza.
Le poesie scelte sono in sintonia con quanto sostenuto: l‟estraniamento del poeta, la solitudine
fertile che paga a caro prezzo, l‟amore verso la vita così profondo da consustanziarsi di rinuncia e di
assenza, il conflitto infinito con l‟inadeguato intelletto a raggiungere conferme e certezze e,
dunque, la superiorità dell‟immagine, frutto saporoso di fantasia, pensiero, emozione che,
nell‟intuizione dando all‟uomo la sapienza del bene e del male, lo reintegra per sempre nell‟Eden.
Penso che Montale quando dice. “Ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi
mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà” volesse indicare, con amabile ironia, questo, in
un mondo mercificato e massificato che non sa più ascoltarsi o non vuole, privilegiando il vuoto
diversamente da come lo definisce Pascal.
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Quando ti alzerai nei tuoi occhi di cielo
non aspettare nessuno nessuno
quando sorriderai nei tuoi occhi di cielo
non amare nessuno nessuno
chè solo tu ti ami
e solo tu aspetti te stesso.
Novello iddio
calmo della collina che sa
l‟aquila piange lo sparviero
e solo la tigre
capisce il ruggito del leone.
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Dovrò un giorno
conciliarmi con quello
che di me
inoppugnabile
alla morte obiettava
il sereno movimento
del pensiero.
La mia poetica
Mi piace essere escluso,
per sentirmi inattuale,
( lo dico con umile orgoglio,
consentitemi l‟ossimoro),
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