la gloria di Chartago climate fiction - guerre del cambiamento climatico | Page 55
volevano tra i piedi i tre bambini soldato e non c’era occasione in
cui dimostravano il loro pensiero.
Gradualmente emerse nei tre bambini soldato, l’idea instillata
cinicamente da Abasi, che il nemico morto avrebbe potuto
diventare una preziosa risorsa: scarpe, giacche, orologi, borracce,
coperte e quant’altro spettasse loro per esproprio proletario e
saccheggio di guerra, dando così la morte ai cani co lonialisti ed a 55
tutti i capitalisti Europei.
Nella cittadina, c’era una grossa ruspa di co lor giallo, Kumi di ruspe
così grandi non ne aveva mai viste in vita sua!. La sera dopo cena,
nella cittadella vuota e spettrale, Kumi gironzolava per strada con
la cagnolina, andando a visitare la “sua” ruspa. La guardava,
ammirato della sua immensità: lo sportello della cabina di guida era
sempre chiuso, Kumi non riuscì mai d’entrare nella cabina, per
sedersi ai comandi.
La sera dell’ultimo giorno, Kumi sarebbe partito alle 22 per
Tripoli con Shani, Usutu, con il BMP di Abasi. Il bambino andò di
corsa, inseguito dalla propria cagnolina, a salutare la sua ruspa.
Kumi sapeva che con quelle grosse ruspe, ci si sarebbe potuto
scavare un grosso pozzo, di cui nella sua personalissima opinione, il
proprietario della ruspa, certamente ne avrebbe potuto avere
almeno un grosso pezzo, grazie al fatto d’avere una ruspa, che
nell’opinione personale di Kumi, sarebbe stata anche capace di
scavare di notte senza emettere luce, proprio come i BMP, dato che
la ruspa aveva anche due fanali rossi!.
Lo sportello del vano comandi era chiuso, ma Kumi ruppe il
vetro usando la punta di una freccia, forzò lo sportello, entrò
nell’abitacolo e cercò d’asportare una manopola, facendo una fatica
tremenda. La cagnolina gironzolava silenziosa, poi prese ad
abbaiare, ma Kumi scappò solo quando ebbe terminato il suo
personale esproprio proletario: una manopola di gomma dalla “sua”
ruspa!. Dalla casa vicina, corse fuori un sub-sahariano con un
bastone, che urlò come un pazzo, dicendo che non voleva che
nessuno s’avvicinasse alla sua ruspa!.