la gloria di Chartago climate fiction - guerre del cambiamento climatico | Page 15

accorto, non lesinava carezze ed abbracci alla cagnolina, la quale aveva un grosso cinturone in cuoio con delle borchie taglienti, che le proteggevano collo e sottogola. Poco distante, separata dal gruppetto, sotto un albero morto che faceva pochissima ombra, c’era Shani. L’adolescente era silenziosa, stringeva imbronciata al busto, il suo AK47. Alle spalle ossute e magre, la ragazzina aveva un picco lo zaino in cui custodiva qualche caricatore a banana, un fumogeno, una granata a mano. Shani 15 aveva 12 anni, ma per la sua età era molto alta, le gambe sembravano più lunghe di quello che erano, a causa del fatto che era davvero magra e longilinea. Shani era l’unica del gruppo che indossasse un paio di scarpe da tennis, gli altri avevano tutte ciabatte oppure erano scalzi. Forse era per questo, che la giovinetta scrutava sospettosa il gruppetto ciarliero di “scout” seduti sotto la povera tenda. Shani era una ragazzina, era anche di un’altra tribù, era stata aggregata come porta-ordini, forse anche per quest’altra ragione, la giovinetta non sembrava ben integrata nella falange di “scout” sub-sahariani. Usutu terminò di pulire e ri-assemblare il suo AK47, quando ebbe finito si guardò intorno e notò che Shani era sola da una parte, con lo sguardo imbronciato. Usutu sussurrò a Kumi, su cosa ne pensasse di quell’ultima arrivata nella falange. Kumi diede un’occhiata attenta alla dodicenne, poi sussurrò all’orecchio di Usutu che la ragazzina doveva essere ricca perché aveva un bel paio di scarpe; non era della loro area geografica perché aveva lineamenti diversi, la giovane aveva caldo come tutti quanti, per questo sembrava così imbronciata!.