la gloria di Chartago climate fiction - guerre del cambiamento climatico | Page 14

Ai bordi della improvvisata pista d’elicotteri, sotto un cencio di stoffa scuro e logoro, quattro poveri bastoni conficcat i nel terreno, costruivano un improvvisato tendaggio per avere un minimo d’ombra. Quà sotto, erano seduti di spalle, in cerchio, un piccolo distaccamento di “scout” sub-sahariani. Questi erano l’unica unità di sicurezza locale dell’accampamento. Erano tutti sotto il comando di un sergente gengiskano, che assolveva anche alla funzione di consulente militare in incognito. Il sergente, aveva lasciato la 14 falange, era andato a parlare con i due uomini dell’elicottero gengiskano. Usutu aveva 13 anni, imbracciava il suo AK47 e faceva il field stripping al fucile. Lo puliva accuratamente con un cencio logoro, attingendo sporadicamente dell’olio da macchina da cucire, di una piccola bottiglietta di plastica che aveva estratto dal suo zainetto. Dentro alla sporta c’erano anche due bottiglie di plastica mezza vuote con acqua (un europeo avrebbe sospettato che l’acqua non fosse stata potabile, a giudicare dal co lore orrendo che aveva). C’era qualche caricatore a tamburo per AK47, nella fondina una baionetta dell’AK47 ed un lungo spago. Kumi aveva 8 anni, era seduto a terra, dava le spalle ad Usutu. Kumi indossava la sua T-shirt logora e rossastra, come tutti quanti aveva pantaloncini corti, ino ltre a tracolla aveva il suo cesto con le frecce di metallo e legno, con punta in acciaio. La sua balestra era posata temporaneamente a terra, per il momento Kumi era concentrato a ridere ed accarezzare la cagnolina che aveva ricevuto in dono dal sergente gengiskano. Kumi aveva appena finito da due settimane il corso di “scout”, il cane non aveva un nome, lui la chiamava solo cane. Era morbida, era affettuosa, nella notte la cagnolina era come una calda coperta, ma soprattutto alla scodinzolante bastardina piaceva farsi cocco lare. Kumi se n’era