IVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 1 -GENNAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE GENNAIO 2020 | Seite 13
divisibili, per l’appunto all’ infinito. È proprio questa, secondo Bergson,
l’operazione che la ragione, attraverso i suoi concetti compie sulla realtà.
Essa non conosce né può conoscere la “durata”, vale a dire il flusso creatore
che scandisce il ritmo della vita e che è la vera essenza del tempo. Per Berg-
son l’idea di tempo ‘scientifico’, omogeneo e reversibile, quantitativo e cal-
colabile, che si limita a riprodurre l’idea dello spazio geometrico, deve es-
sere rifiutata poiché totalmente inadeguata in quanto ciò che viene misu-
rato non è l’intervallo di tempo in sι, ma solo una porzione di spazio. Questo
porta al fatto che “se tutti i movimenti dell’universo si producessero due o
tre volte piω rapidamente non ci sarebbe nulla da modificare nelle nostre
formule, nι nei numeri che vi facciamo entrare“. (come scrive Fabrizio Re-
chichi )
Nel suo libro “L’Évolution créatrice” il filosofo
francese ripercorre, da un punto di vista rove-
sciato e cioè dall’interno del processo creatore
della vita, il cammino percorso dall’evoluzioni-
smo degli scienziati del suo tempo, ed è questa,
forse, l’opera più sistematica – e perciò meno
profonda – del filosofo francese che, attraverso
di essa, paga il suo tributo allo scientismo
dell’epoca. La vita naturale secondo Bergson
cresce “come un fascio di steli” sviluppandosi in
serie divergenti e possiamo dire come fuoco d’
“artificio”, in varie direzioni, ma anche come un
fuoco d; artificio “esplode” in varie direzioni bi-
forcandosi. Quando, nel 1934 uscì la grande opera di Bergson “Les Deux
Sources de la Morale et de la Religion” si vide quanto più profonda ed ori-
ginale fosse la prospettiva etica di Bergson, anche se essa segna indubbia-
mente notevoli cambiamenti rispetto alle opere più giovanili e l’ affiorare
di una ricerca dall’ assoluto che doveva portarlo a posizioni molto vicine a
quelle del cristianesimo. Certo non mancano in quest’opera utilizzazione
perlato sempre trasfigurate dalla magia delle sue immagini e da una pos-
sente capacità di sintesi di teorie sociologiche e psicologiche.
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