IVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 1 -GENNAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE GENNAIO 2020 | Página 12

“H ENRI B ERGSON E L ’ IDEA DELLA LEGGE ” DI A POSTOLOS A POSTOLOU Henri Bergson nasce a a Parigi nel (1859 - 1941) da una famiglia ebraica. Conduce i suoi studi al Liceo Condorcet, poi alla Scuola Nor- male Superiore ed ottiene la licenza in let- tere e matematica. Nel 1907, l’incarico di Maître des Conférences presso la Scuola Normale Superiore e diviene due anni dopo insegnante di Filosofia al Collège de France. La filosofia di Henri Bergson incise profondamente nella cultura del Novecento: elementi del suo pensiero li ritroviamo nella filosofia di Michel Serres, Emmanuel Levinas, Gilles Deleuze, nella storio- grafia di Fernand Braudel, nella letteratura di Marcel Proust, nella episte- mologia di Jacques Monod. Quasi misconosciuto agli inizi della sua carriera accademica Bergson divenne alla fine così popolare da essere quasi identi- ficato con il filosofo ufficiale del pensiero francese. Egli fu uno dei pochi filosofi, insieme a Bertrand Russel , Jean-Paul Sartre e Elias Canetti , a rice- vere il premio Nobel ( 1927 ). Henri Bergon è certamente il più impor- tante maestro dell’intuizionismo. Magni- fico scrittore ed oratore esercitò. Con le sue numerose opere, un’influenza molto grande e, per molti aspetti, faconda sulla cultura della “belle époque”. Secondo Bergson, la ragione tende a concettualizzare ogni manifestazione della vita, staccandola dall’unità produttiva in cui si inserisce. Per questo finisce con il produrre una serie di concetti astratti che non riescono ad esprimere ade- guatamente il proprio oggetti e lasciano sfuggire proprio il flusso della vita “Élan vital’’. Questa critica della conoscenza concettuale viene approfon- dita da Bergson nei suoi scritti metodologici e soprattutto nella «La pensée et le mouvant». Ma nulla vale ad esprimerla come la riflessione sul famo- sissimo sofisma di Zenone che egli ci propone. Come si ricorderà, Zenone aveva sostenuto che il piè veloce Achille non avrebbe mai potuto raggiun- gere la tartaruga perché lo spazio tra Achille e quella tartaruga é divisibile all’ infinito. Ora Bergson ci spiega – e la sua argomentazione sembra dav- vero ineccepibile – che questo paradosso deriva da una “spazializzazione” del tempo, nel senso che il tempo necessario al piè veloce Achille per rag- giungere la tartaruga viene sezionato, come lo spazio, in diversi fragmenti, 11