IVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 1 -GENNAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE GENNAIO 2020 | Page 10
rappresentazione efficace non solo della società vittoriana ma dell’intera
epoca narrando una storia d’amore inaccettabile dal punto di vista della
morale corrente ma carica di una forza appassionata e combattiva, che rie-
sce a dimostrare la capacità di lottare e di credere nei sentimenti fino in
fondo. Il romanzo di Charlotte che, tuttavia, prediligo, è senza dubbio “Shir-
ley”, scritto nel 1849, dove a parer mio viene presentato un contesto so-
ciale più definito anche nelle vicende che si articolano tra i protagonisti,
delineati con perizia e raffinata cura dei dettagli psicologici. Si percepisce la
sicurezza che deriva dal benessere economico della ricca e tenace proprie-
taria terriera Shirley, l’umile e riluttante compostezza dell’orfana priva di
mezzi Caroline e la sicumera di Robert Moore, industriale caparbio e appa-
rentemente invincibile: uomini e donne, icone di un processo di trasforma-
zione che la società sta subendo in ordine alle contraddizioni insite nel pe-
riodo di industrializzazione all’interno della società inglese. Un altro aspetto
che emerge è quello del matrimonio e del ruolo della donna: in particolare,
attraverso i pensieri di Caroline affiora l’incertezza di una giovane che, im-
possibilitata a sposarsi, non saprebbe che fare della sua vita; ci si aspetta
che ricami e passeggi per il resto dei suoi giorni ma ciò è mortificante. D’al-
tra parte, sposarsi significa spesso sottomettersi al marito, occupando una
posizione appartata e altrettanto insoddisfacente. “E chi si preoccupa
dell’immaginazione? Chi non la giudica piuttosto pericolosa, un attributo
insensato…affine alla debolezza e forse anche partecipe della pazzia…non
una qualità ma piuttosto un difetto della mente? Probabilmente tutti la giu-
dicano così, tranne quelli che la posseggono, o che si illudono di averne”.
“Shirley” è un romanzo dell’interiorità per l’analisi e lo scavo continuo nel
cuore di ognuno di essi, dove si agitano emozioni che non possono essere
svelate, sensazioni e tormenti e dove, tra le righe, il senso di fragilità e di
impotenza, a volte fa capolino per essere però sopito da una grande forza
di volontà. “Shirley” narrando la storia di un’eroina ottocentesca delicata e
intrepida, timida e tenace che non si scoraggia mai, neppure quando i suoi
progetti d’amore sembrano cadere rimanendo vicina all’uomo che ama e
che resterà conquistato dalla sua fedeltà, dimostra questa forza e questa
capacità di combattere. Tra l’altro tutto il racconto della vita di Shirley è
ambientato in un periodo travagliato e per molti versi contradditorio della
storia d’Inghilterra. L’avvento della macchina nei cotonifici inglesi ha pro-
dotto un inevitabile ridimensionamento di manodopera e tanti operai fu-
rono licenziati in massa e sostituiti dai primi rudimentali meccanismi dell’in-
dustrializzazione. Una storia, quella della rivoluzione industriale, che tutti
abbiamo studiato e che ci ha fatto riflettere sulle ripercussioni che la rivo-
luzione industriale ha avuto per il mondo del lavoro, con duri contrasti fra
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