IVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 1 -GENNAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE GENNAIO 2020 | Página 9
“L EGGENDO S HIRLEY ” DI M ARIA R OSARIA T ENI
«Il dono della poesia è il più bello, il più divino
che sia concesso all’uomo. E certo serve a lenire
le emozioni, quando la loro forza si fa perico-
losa. Perciò, credo, non si dovrebbero mai scri-
vere versi solo per esibire acume o dottrina. A
chi può importare di quel tipo di poesia? Chi se
ne cura delle frasi dette, delle parole ben scelte?
Non vale di più il sentimento genuino, forse
espresso con semplicità, financo rozzamente?»
leggendo “Shirley” di Charlotte Brontë. Un libro
che mi ha catturato, mi ha fatto entrare in un
mondo impalpabile in cui è l’anima dei prota-
gonisti a materializzarsi nelle frasi e nei capitoli
che scorrono con elegante fluidità. È straordinaria la scrittura al femminile
in quest’epoca contraddittoria quale è quella rappresentata dal periodo vit-
toriano, in cui sono emerse notevoli scrittrici che hanno avuto l’ardire di
rappresentare la realtà a loro contemporanea nonostante la palese diffi-
coltà di esternare sentimenti che altresì venivano intenzionalmente celati
all’universo femminile. Esplicativa la considerazione che Mario Praz fa di
Charlotte Brontë, nel definirla «Una figura energica di donna». Si ha la pos-
sibilità di cogliere una prospettiva moderna dei modelli femminili dell’età
vittoriana che si incarnano nelle scrittrici che hanno illuminato con il loro
talento un periodo particolarmente complesso e articolato. Il secolo XIX ha
visto risplendere la dote narrativa di Jane Austen, George Eliot, Elizabeth
Gaskell e le sorelle Brontë, pur con le difficoltà connesse con le rilevazioni
di genere, tanto da costringere le scrittrici ad avvalersi di uno pseudonimo
maschile , come avveniva tra l’altro anche in ambito artistico e musicale. Le
fonti riportano la descrizione dei primi incontri col pubblico da parte di
Charlotte e delle sue sorelle che erano conosciute con pseudonimi maschili:
Currer Bell per Charlotte, Ellis e Acton Bell rispettivamente per Emily e
Anne. La storia delle sorelle Bronte ha quasi il sapore della leggenda e tanto
si conforma alla natura selvaggia e alle asperità dello Yorkshire, la contea in
cui crebbero insieme al padre dopo la prematura scomparsa della madre,
da sembrare essa stessa uno dei romanzi scritti dalle Brontë in un’atmo-
sfera di cupo realismo e inquietanti pulsioni, mista a una innata curiosità
intellettuale e alla irrefrenabile volontà di sopravvivere alle ferree imposi-
zioni paterne. Charlotte Brontë, autrice di “Jane Eyre”, ha dato vita a una
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