Israel at 70 (Italian) | Page 9

Israele è una realtà – e non hanno mai perso la voglia di vivere e non si sono mai lasciati distogliere dalla determinazione di costruire uno Stato vivace e democratico. Il racconto della costruzione di questa nazione è un racconto assolutamente senza precedenti. È il racconto di un popolo che si trovava sull’orlo dell’annientamento totale a seguito delle politiche di genocidio della Germania nazista e dei suoi alleati. È Il racconto di un popolo che si è trovato completamente impotente nel cercare di persuadere un mondo in gran parte indifferente a fermare, o almeno a rallentare, la Soluzione Finale. Ed è il racconto di un popolo di neanche 600.000 persone, che vivevano in quella che era allora la Palestina Mandataria fianco a fianco ai vicini arabi spesso ostili, che vivevano sotto una occupazione britannica incurante della loro situazione, in una terra diffici le, senza nessuna risorsa naturale se non il capitale umano. Sembra ancora incredibile che a soli tre anni dalla fine dell’Olocausto, e con il supporto di una maggioranza decisiva dei membri delle Nazioni Unite dell’epoca (33 a favore, 13 contro e 10 astensioni), si sia potuta piantare la bandiera blu e bianca di una Israele indipendente su questa terra, terra alla quale il popolo ebraico è intimamente legato sin dai tempi di Abramo. E per di più, che questa piccola comunità di ebrei - tra cui sopravvissuti dell’Olocausto che erano riusciti ad arrivare nella Palestina Mandataria nonostante il blocco navale britannico ed i campi di detenzione britannici a Cipro - si sarebbe potuta poi difendere con successo contro l’aggressione contemporanea di cinque eserciti permanenti arabi, quasi supera ogni immaginazione. Per capire l’essenza del significato di Israele, basta chiedersi come sarebbe stata diversa la storia del popolo ebraico se fosse esistito uno Stato ebraico nel 1933, nel 1938, o nel 1941. Se 3