legame biblico, spirituale e fisico tra il popolo ebraico e la terra
di Israele, che è un fatto unico negli annali della Storia.
“Il racconto della costruzione di questa nazione è
un racconto assolutamente senza precedenti.”
È anzi un legame completamente diverso da quello,
per esempio, su cui si basano la nascita degli Stati Uniti,
dell’Australia, del Canada, della Nuova Zelanda o della
maggior parte dei Paesi dell’America Latina, fondati da
europei che non avevano nessun diritto legittimo su quelle
terre, e che soggiogarono o sterminarono le popolazioni
indigene, proclamando la propria autorità su quei luoghi.
È un legame diverso anche da quello dei Paesi dell’Africa
settentrionale, conquistati e occupati da invasori arabo-islamici
che ne hanno stravolto il carattere nazionale senza esitazione.
O anche da nazioni come l’Iraq e la Giordania, create dalle
potenze imperialiste occidentali dell’epoca esclusivamente a
servizio dei propri interessi.
Nessun altro Paese ha dovuto combattere probabilità di
sopravvivenza tanto sfavorevoli, né ha dovuto affrontare lo
stesso livello di incessante demonizzazione internazionale da
parte di troppe nazioni pronte a gettare al vento la propria
integrità e la propria moralità, piegandosi alla volontà dei paesi
Arabi, più numerosi e ricchi di petrolio.
Eppure gli israeliani non si sono mai lasciati andare ad
una mentalità da assedio, non hanno mai abbandonato il loro
profondo desiderio di pace con i loro vicini e la loro volontà di
affrontare rischi senza precedenti per poterla ottenere - come
è successo con l’Egitto nel 1979, con la Giordania nel 1994,
e con il ritiro unilaterale da Gaza nel 2005, ad esempio, e
come accadrà sicuramente un giorno con un accordo con i
palestinesi, quando la loro leadership accetterà finalmente che
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