Israel at 70 (Italian) | Page 10

Israele, invece del Regno Unito, avesse potuto controllare i propri confini e il diritto d’ingresso nel Paese, se Israele avesse avuto ambasciate e consolati in tutta Europa, quanti altri ebrei sarebbero potuti fuggire e ricevere asilo? E invece, gli ebrei poterono solo affidarsi alla buona volontà delle ambasciate e dei consolati di paesi terzi che purtroppo, se non con poche eccezioni, non ebbero né la ‘bontà’, né la ‘volontà’ di assisterli. Ho visto con i miei occhi cosa può significare un’ambasciata o un consolato israeliano per gli ebrei attratti dal richiamo di Sion o dalla spinta dell’odio degli altri verso di loro.Mi trovavo nel cortile dell’ambasciata israeliana a Mosca e ho visto migliaia di ebrei che cercavano di fuggire al più presto da un’Unione Sovietica in preda a cambiamenti epocali, impauriti dal fatto che questi cambiamenti potessero manifestarsi in una rinascita dello sciovinismo e dell’antisemitismo. Sono rimasto colpito quando ho visto da vicino come Israele non ha vacillato neanche un istante, quando evacuava gli ebrei sovietici verso la patria ebraica, anche mentre i missili Scud lanciati dall’Iraq traumatizzavano la nazione, nel 1991. La dice lunga sulle condizioni che si lasciavano alle spalle questi ebrei che continuavano a salire sugli aerei diretti a Tel Aviv, mentre i missili cadevano nei centri abitati israeliani. E infatti, in due occasioni mi sono trovato nei rifugi assieme a famiglie di ebrei sovietici che arrivavano in Israele sotto una pioggia di missili. Non hanno messo mai in discussione la loro decisione di rifarsi una vita nello Stato ebraico. E la dice lunga anche su Israele, che nel bel mezzo di questa crisi della sicurezza nazionale, riusciva ad accogliere nuovi immigrati senza battere ciglio. Negli anni ottanta del secolo scorso ho viaggiato nella regione del Gondar in Etiopia, incontrando ebrei che 4