unica nella regione, la cui Corte Suprema può- quando lo ritiene necessario- porre veti alle decisioni prese dal premier o dalle forze armate( e addirittura mandare in carcere ex-presidenti e primi ministri che hanno violato la legge); e ha costruito un parlamento esuberante- al cui interno troviamo l’ intero spettro delle ideologie politiche-, una robusta società civile e una stampa energica e libera.
Ha costruito una economia sempre più basata sull’ innovazione e sulle nuove tecnologie, il cui PIL pro capite supera di gran lunga quello dei suoi quattro vicini messi insieme – l’ Egitto, la Giordania, il Libano e la Siria. È entrata a far parte dell’ OECD, è diventato un centro globale per la ricerca e lo sviluppo, ed è un polo magnetico per gli investimenti esteri diretti.
Ha costruito università e centri di ricerca che hanno contribuito all’ avanzamento delle frontiere della conoscenza mondiale in innumerevoli modi, vincendo nel contempo una gran quantità di Premi Nobel.
Ha costruito uno degli eserciti più potenti del mondo – esercito che rimane sempre sotto il controllo civile, vorrei aggiungere – per assicurare la propria sopravvivenza in una regione violenta e pericolosa. Ha mostrato al mondo come una piccola nazione, non più grande del New Jersey o del Galles può, tramite la forza dell’ ingegno, della volontà, del coraggio e della determinazione, difendersi contro chi la vorrebbe distruggere con eserciti convenzionali o con eserciti di terroristi suicidi. E tutto questo, mentre ha fatto di tutto per aderire ad un severo codice di condotta militare che ha pochi rivali nel mondo democratico, per non parlare del resto del mondo, affrontando un nemico pronto a mandare bambini in prima linea ed a rifugiarsi nelle moschee, nelle scuole e negli ospedali. E a proposito, di fronte all’ aumento del terrorismo, molti Paesi stanno imparando dalle strategia di reazione e alla capacità di ripresa di Israele.
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