Israel at 70 (Italian) | Page 16

Ha costruito una qualità di vita che la pone tra i Paesi più salutari al mondo e con un’aspettativa di vita particolarmente alta, addirittura più alta di quella degli USA, per non parlare di un punteggio consistentemente alto nelle classifiche annuali dell’”indice di felicità” dei vari Paesi. Ha costruito una cultura fiorente i cui musicisti, scrittori e artisti, e recentemente anche personaggi televisivi, sono ammirati in luoghi ben lontani dai propri confini. E in tutto ciò, ha preso con amore un’antica lingua – l’ebraico – rendendola moderna in modo da ospitarvi il vocabolario del mondo contemporaneo. Nonostante le voci intolleranti di qualche estremista che bisogna fermamente condannare, ha costruito un clima di rispetto per le altre fedi tra cui i baha’i, i cristiani e i musulmani, e per i loro luoghi di culto. C’è forse qualche altro Paese nella regione che può dire altrettanto? Ha costruito un settore agricolo che ha molto da insegnare ai Paesi in via di sviluppo per quanto riguarda trasformare terre aride in campi di frutta, di vegetali, di cotone e di fiori. Allontaniamoci un attimo dall’enorme flusso di informazioni che arriva di continuo dal Medio Oriente e consideriamo la portata degli ultimi 70 anni, a quanti anni luce di distanza siamo arrivati dal buio dell’Olocausto, e rimaniamo meravigliati da un popolo decimato che è ritornato su un piccolo fazzoletto di terra – la terra dei nostri antenati, la terra di Sion e di Gerusalemme – sfidando ogni probabilità e costruendo su queste antiche fondamenta un moderno e vivace Stato. In ultima analisi, la storia di Israele è una stupenda realizzazione di un legame che dura da 3500 anni tra una terra, una lingua, una fede, un popolo ed una visione. È una storia impareggiabile di tenacia e determinazione, di coraggio e di rinnovamento. In definitiva, è un metafora del trionfo della durevole speranza sulle tentazioni della disperazione. 10