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Il gelato è un po’ un’ anomalia nel settore food, dove di solito l’ offerta prevale sulla domanda: in giro per l’ Italia ormai trovate“ la qualunque”, mille idee e stimoli( anche poco sensati)… Ma, mentre tutti vogliono e amano il gelato, è sempre più difficile trovarlo, essere incuriositi e tentati da nuovi concetti di negozi / prodotti. Mi viene il dubbio che ci siano potenzialità inespresse, che se ne venda meno di quanto si potrebbe. Proprio ieri, alle porte dell’ estate, a pranzo nel ristorante di un nuovo mirabolante concept store di Milano ne ho avuto la riprova: in carta c’ è un solo sorbetto, al limone. Parlando di valore, oggi il prezzo è aumentato giustamente, ma non può assolutamente transigere sulla qualità. Cono e coppetta ormai viaggiano( nella versione piccola) sui 3,5 €: ricordo, non un secolo fa, quando si parlò di scandalo perché Grom sfondò per primo la barriera dei 2 €… Ma andiamo per ordine e descriviamo l’ offerta attuale in Italia.
L’ OFFERTA ITALIANA In primis esistono le catene di gelaterie, tipo il già citato Grom e La Romana, che sono praticamente rimaste quelle di 10 anni fa e soffrono gli“ acciacchi” del passare del tempo. Fanno poca innovazione, la qualità è media e i negozi da rivedere, ma hanno una forte attività di comunicazione per tentare di sostenere il business, in un mondo dove costi di gestione e affitti sono alle stelle. Poi esistono le gelaterie cosiddette“ artigianali”; sappiamo che il nome vuol dire tutto e nulla, ma è tanto per intenderci. Queste gelaterie sono ormai una specie da proteggere, come i panda: in tutta Milano faccio fatica a ricordarmene una decina, ma son sicuro che siano diventate delle“ destination”( se non le hai sotto casa devi andarci).
il pasticcere e gelatiere italiano 69