IL GELATIERE // GELATO STORY
ELISABETH STOLZ- TSCHELATTERIA
DAL MASO ALLA GELATERIA D’ AUTORE
A cura di Mariella Caruso- Photo courtesy Elisabeth Stolz
Terza al World Ranking 2026, ha conquistato anche Las Vegas con i suoi“ gusti di montagna”. Ma non si tratta di tradizioni ripetute a memoria: gelati al porcino, Weissbier, lavanda... È l’ Alto Adige creativo( e tecnico) di una mamma che voleva far mangiare meglio i figli e, invece, ha trasformato la sua attività in una meta gastronomica
A Varna, appena sopra Bressanone, il gelato non è mai stato un simbolo del territorio. « Qui il gelato si mangia, ma nessuno ne parla davvero », dice Elisabeth Stolz, per tutti Lisi. Per questo l’ apertura nel 2014 della sua gelateria Tschelatteria nel maso Hubenbauer – attività di famiglia che comprende ristorante, agriturismo e birrificio – è stata una rivoluzione. « I miei figli crescevano e chiedevano il gelato. Io ho iniziato a leggere le etichette per sapere cosa davo da mangiare ai miei bambini. Da lì ho deciso di fare un gelato tutto mio », racconta. Fino a quel momento Lisi aveva lavorato soprattutto nella ristorazione e nella formazione alberghiera. Prima cameriera, poi sommelier e insegnante di Servizio sala e bar per 12 anni. Il passaggio dal gelato casalingo al laboratorio vero e proprio arriva dopo alcuni corsi alla Carpigiani e tanto studio autonomo. « Oggi faccio il gelato come piace a me. In modo molto semplice » sottolinea Stolz, terza tra i professionisti del Gelato Festival World Ranking 2026.
QUALCOSA DI DIVERSO, DA INGREDIENTI ULTRA-LOCALI Stolz è arrivata infatti alla finale del Gelato Festival World Masters di Las Vegas con il suo gusto più rappresentativo,“ I tesori delle nostre montagne”. « È un gelato preparato con yogurt, variegato al malto con mela, miele e cereali caramellati. Per me è molto importante lavorare con i prodotti del territorio ». Questo legame è fondamentale per lei: latte, panna e yogurt arrivano da produ-
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