Pane e impresa • Consigli sul dehors / Alessandro Klun
Utilizzare dei tavolini e non una struttura più stabile, limita gli oneri, ma non li elimina: è sempre meglio informarsi prima di incorrere in alcune avventure spiacecoli.
sterno e qui mi riferisco al fatto che comunque viene introdotta una nuova modalità di servizio, quindi c’ è la necessità di tutelare gli alimenti da rischi di contaminazione esterna utilizzando tutti gli accorgimenti per evitare il rischio di una contaminazione. Faccio qualche esempio: per evitare che gli alimenti possano essere sottoposti per troppo tempo ad alte temperature, è bene utilizzare dei tendoni; è necessario garantire nel dehors le stesse condizioni di pulizia e sanificazione che sono previste per il locale interno, come la sanificazione e la pulizia delle superfici e delle suppellettili.
Quale altra precondizione occorre considerare? È utile chiarirsi fin da subito se la struttura che si vuole adottare è temporanea o permanente, cioè se la voglio utilizzare per una stagione, oppure se è una struttura che voglio utilizzare in maniera più o meno stabile. Nella parte autorizzativa questo aspetto incide sul titolo che il Comune di appartenenza è chiamato a rilasciare: nel caso di una struttura temporanea può essere sufficiente una SCIA, cioè una segnalazione formale al Comune che consente di avviare l’ attività, corredata dalle necessarie autocertificazioni; nel secondo caso può essere richiesto un titolo edilizio più strutturato( SCIA edilizia o permesso di costruire), a seconda dell’ impatto della struttura. Altrettanto
importante, secondo me, è valutare in anticipo l’ impatto acustico che il dehors può causare, soprattutto se parliamo di locali situati in un centro storico o in zone densamente popolate, perché esistono dei limiti acustici che vanno necessariamente rispettati.
Quando parliamo di una struttura permanente o semipermanente a che cosa ci riferiamo? Se parliamo di un ombrellone e di sede tavolini, è chiaro che il dehors è facilmente removibile e quindi“ temporaneo”. In molti casi è sufficiente una SCIA, secondo quanto previsto dal regolamento comunale ed è sufficiente depositarla in Comune per consentirmi di avviare l’ attività nei termini di legge. Se invece il dehors determina una modifica volumetrica del territorio, ad esempio una pedana o una struttura più articolata come una vetrata, allora ricadiamo in una struttura che per sua stessa natura e stessa conformazione va a determinare un’ occupazione stabile e di una porzione anche consistente di superficie: in questi casi è quindi richiesto il permesso a costruire da parte del Comune.
Esiste una normativa chiara a riguardo? Su questo tema occorre aprire una piccola parentesi, che porta all’ epoca del covid, cioè del distan-
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