Comunità • Storie di arte bianca / Radici Urbane
Sopra, da sinistra: la Pitocca, un pane a pasta madre realizzato con grani antichi emiliani dell’ azienda Bersana.
Il Panino Tortellino, realizzato con l’ impasto del pane comune e farcito con pesto modenese e crema di Parmigiano. Viene chiuso come un vero tortellino e servito con il brodo.
parte fondamentale di Radici Urbane: Jessica in laboratorio ed Elisa al banco. Siamo una piccola squadra, ma molto unita.
Che cosa racconta invece la scelta del nome? Il nome Radici Urbane racconta perfettamente la nostra identità: la parola radici rappresenta il legame con la tradizione, i prodotti del nostro territorio e il rispetto per ciò che è stato tramandato. Urbane invece è il presente, ossia la città, con una sensibilità più contemporanea e una generazione di giovani che vogliono avvicinarsi al pane con curiosità e consapevolezza. È proprio questo l’ equilibrio che cerchiamo ogni giorno partendo dalla tradizione e reinterpretandola con uno sguardo attuale.
Il format: come funziona? Il nostro è un laboratorio come quelli di una volta, ma con uno spirito contemporaneo. Qui il pane torna ad essere rispettato: lavoriamo con pasta madre, grani selezionati e lunghe fermentazioni, dando valore al tempo e alla manualità. Per noi non si tratta solo di produzione, ma relazione. Abbiamo voluto riportare l’ idea della bottega di una volta, dove il cliente entra e si sente a casa. Per questo il caffè lo offriamo noi, preparato con la moka come si farebbe in famiglia e servito nei thermos. Succede spesso una cosa bellissima: sono i clienti stessi a versarlo a chi è in fila con loro. Ci piace pensare a Radici Urbane come un luogo dove il pane diventa occasione di incontro.
Con quale tecnica preparate il pane e i vari lievitati? La base del nostro lavoro è la fermentazione natu-
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