Il Panificatore Italiano - Giugno - Luglio 2026 | Page 68

Pane e impresa • Consigli sul dehors / Alessandro Klun
Tra l’ altro, su questo punto ci deve essere coerenza con la superficie del locale interno, cioè non possiamo avere una superficie maggiore rispetto al locale interno e, anzi occorre rispettare determinate proporzioni che sono stabilite a livello locale.
Che caratteristiche deve avere il dehors? Deve essere una struttura stabile sicura, quindi, è necessario evidenziare nel progetto tecnico il fatto che la struttura sia stabilmente ancorata al suolo non sia suscettibile di mettere in pericolo la sicurezza delle persone che soggiornano nel dehors oppure passano nei pressi. Penso, per esempio, agli agenti atmosferici che magari potrebbero pregiudicare la struttura: deve in altre parole essere garantito il fatto che il dehors non costituisca intralcio alla viabilità pedonale a quella del traffico e agli accessi degli edifici e a tutti quegli aspetti che ho evidenziato in precedenza. Il progetto tecnico deve evidenziare dove si intende posizionare il dehors e quanto spazio andrà ad occupare proprio per consentire al Comune di effettuare tutte le verifiche necessarie.
Rispetto di queste di questi step, quali sono le conseguenze a cui si va incontro in caso di mancata ottemperanza? Ce ne sono di diversa gravità: l’ installazione di un dehors senza titolo abilitativo( quindi se è privo di SCIA o permesso a costruire) costituisce di fatto un abuso, nel senso che la struttura in mancanza di titoli edilizio, in mancanza di occupazione di solo pubblico o di autorizzazione paesaggistica è chiaramente un una struttura contraria alla legge. Questo espone il trasgressore a delle sanzioni di natura amministrativa, la cui gradazione varia in funzione dello spazio occupato e del contesto nel quale avviene l’ installazione. In questi casi è facoltà del Comune emettere un’ ordinanza con la quale si dispone il ripristino dello stato dei
luoghi e la demolizione della costruzione reputata illecita e qualora il trasgressore non vi ottemperi spontaneamente, può occuparsene il comune.
Può farlo? Sì, può farlo coattivamente addebitando le spese al proprietario del dehors. Se la sua costruzione determina una nuova volumetria, o se questa non è conforme al regolamento, il fatto costituisce di per sé un abuso con conseguente applicazione di sanzione che può addirittura sfociare nel diritto penale, quando dovesse costituire a tutti gli effetti una nuova costruzione( cioè quando determina una trasformazione urbanistica del territorio). Nei casi più gravi, soprattutto quando il dehors costituisca una struttura stabile realizzata in assenza dei necessari titoli edilizi o delle autorizzazioni paesaggistiche richieste, possono trovare applicazione le sanzioni penali previste dalla normativa edilizia e paesaggistica, che comprendono l’ arresto fino a due anni e ammende di importo elevato. Questa formulazione è più prudente perché non presuppone che ogni dehors, anche se amovibile, sia automaticamente soggetto alle sanzioni dell’ art. 44 del D. P. R. 380 / 2001.
Ci sono altri generi di tutela da considerare? Sì, per esempio occorre considerare l’ aspetto relativo ai limiti acustici della zona, che il dehors può in qualche modo superare. In questi casi si ricorre a un criterio di legge“ sulla normale tollerabilità” che è definito della giurisprudenza, la quale indica che è tollerabile un’ emissione sonora che non superi di 3 decibel notturni e 5 diurni. Se il dehors dovesse invece generare emissioni sonore superiori, si potrebbe incorrere in una responsabilità del gestore che può essere anche di natura penale, in quanto potrebbe configurarsi il reato di disturbo al riposo notturno delle persone che prevede anche l’ arresto fino a
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