Il Panificatore Italiano - Giugno - Luglio 2026 | Page 69

tre mesi o l’ ammenda fino a 300 euro. Anche in questo caso il Comune ha la facoltà di intervenire disponendo la chiusura per tre giorni, oppure – nei casi più gravi- si può arrivare alla decadenza della concessione.
E per quel che riguarda la sicurezza dei lavoratori? Io, in alcune città ho visto situazioni davvero ad alto tasso di pericolo per loro. L’ utilizzo del dehors determina anche una rivalutazione di quelli che sono i rischi connessi all’ utilizzo di questa struttura: cioè nel momento in cui l’ imprenditore- in qualità di datore di lavoro- sceglie di ampliare la propria attività avvalendosi di una nuova struttura deve necessariamente tener conto dei rischi ulteriori che l’ utilizzo di quest’ ultima determina rispetto a quelli che ho già utilizzando il solo locale interno. Mi riferisco al fatto che ci possono essere rischi conseguenti, ad esempio ad interferenze da terzi, al passaggio pedonale o al traffico veicolare. Quindi se il dehors è collocato sulla pubblica via, bisognerà tener conto del passaggio pedonale e del fatto che attorno alla struttura possono circolare dei veicoli o sussistere dei parcheggi. Il rischio è quello di urti o di ricadute con conseguente responsabilità civile. Esiste poi anche un rischio igienico-sanitario, come la contaminazione degli alimenti con l’ intervento di agenti esterni, come le polveri dovute alle nuove modalità di esecuzione del servizio o come la gestione dei vassoi che devono essere mantenuti caldi affinché la qualità degli alimenti non degradi, ma possono nuocere agli addetti o causarne infortuni. In questi casi occorre prevedere una rivalutazione dei rischi, perché in questo caso l’ imprenditore, come datore di lavoro è tenuto ad essere garante dell’ integrità fisica dei propri collaboratori in base al decreto n. 81 del 2008 e per questo è lui il solo ad essere responsabile.
Questo Cosa comporta in termini pratici? Innanzitutto, occorre integrare il documento di valutazione rischi alla luce propria delle situazioni di rischio, soprattutto quelle conseguenti all’ uso di quest’ area esterna. Esistono anche altri obblighi come quello di formare adeguatamente il personale che deve sapere esattamente come poter svolgere il proprio lavoro nei momenti in cui deve trasferirsi dall’ interno all’ esterno e viceversa. Ovviamente il datore di lavoro adottare delle misure di prevenzione, quindi evitare ad esempio che il pavimento possa essere scivoloso, che ci possano essere dei cavi scoperti nei quali il dipendente possa inciampare. Inoltre, è chiaro che dovrà anche stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile adeguata idonea rispetto al fatto che utilizza anche questo tipo di spazio.
Mi sbaglio oppure è obbligatoria anche l’ assicurazione contro i danni ambientali? Esattamente. Occorre quindi prevedere anche … l’ imprevedibile. Come può un artigiano districarsi in questa materia?
Il mio consiglio personale è quello di affidarsi dei professionisti cui delegare le verifiche preliminari che possono essere presentate presso lo sportello attività produttive del proprio Comune. Auspico che tali figure siano in grado di fornire consigli, più che appropriati e di natura tecnica regolamentare anche rivolgendosi a dei consulenti delle specifiche materie. Quella di un servirsi di un dehors non può essere una scelta istintiva, ma strategica. È una scelta che può realmente modificare il modo in cui si valorizza si vende un prodotto. Cioè ridefinisce che cosa si vuole veramente fare: cioè se vuole limitarsi a fare pianificazione con laboratorio e vendita intende sfruttare la sua capacità di somministrazione degli alimenti. Questa scelta comporta una visione anche pratica, come può essere quella di avvalersi di professionisti che gli facilitino i lavori e diminuiscano i tempi di attesa delle varie autorizzazioni. Nel caso si reputi che i vari professionisti abbiano un costo eccessivo, sconsiglio di fare da soli perché esistono delle associazioni di categoria che forniscono un ottimo supporto in queste situazioni.
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