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Torna il Cornetto d’ Oro: aperte le selezioni
Ambassadeurs du Pain organizza la seconda edizione del contest“ Cornetto d’ Oro” la cui finale è prevista per il 26 e 27 gennaio 2027. Abbiamo intervistato Stefano Priolo, che vanta già un’ ottima esperienza in termini di concorsi, per invitare i colleghi a candidarsi.
Stefano Priolo
A
distanza di due anni dalla prima edizione, torna il“ Cornetto d’ Oro”, il contest nazionale ideato ed organizzato da Ambassadeurs du Pain Italia e rivolto a tutti i panificatori e pasticcieri che svolgono la loro attività su suolo italiano e che vogliono dimostrare ai propri clienti che il loro cornetto è eseguito a regola d’ arte. Il cornetto all’ italiana, croccante fuori ed alveolato dentro, è un prodotto lievitato classico della tradizione nazionale, anche grazie al connubio perfetto con l’ espresso e il cappuccino, costituisce la tipica colazione italiana. Un patrimonio da preservare e promuovere perché identitario e uno dei pochi prodotti ad essere davvero nazionale. Abbiamo intervistato Stefano Priolo, che ha partecipato a diversi concorsi, per invogliare i colleghi a partecipare a questa iniziativa.
Perché, secondo te, i tuoi colleghi dovrebbero mettersi alla prova nel concorso Il Cornetto d’ Oro? « Consiglierei ai miei colleghi di partecipare al Cornetto d’ Oro perché è un’ occasione concreta per mettersi in gioco e misurarsi con sé stessi, prima ancora che con gli altri. Spesso nel nostro lavoro siamo presi dalla produzione quotidiana, dai ritmi dell’ azienda, dalle urgenze. Un concorso invece ti costringe a fermarti, studiare, perfezionare, ragionare sul prodotto e sul perché fai determinate scelte. Il cornetto è un prodotto apparentemente semplice, ma in realtà racchiude tecnica, sensibilità, conoscenza degli ingredienti, gestione dell’ impasto, della sfogliatura, della lievitazione e della cottura. Mettersi alla prova su un prodotto così significa davvero lavorare sulla propria precisione e sulla propria identità professionale. Il consiglio che posso dare è di non partecipare solo per vincere. Bisogna partecipare per crescere. Serve prepararsi con serietà, provare, sbagliare, correggere, confrontarsi e arrivare al concorso con umiltà ma anche con ambizione. Non bisogna avere paura del giudizio: il confronto è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per migliorare. Un concorso può aprire porte, creare relazioni, dare visibilità e soprattutto lasciare dentro una spinta nuova. Per questo credo che chi ama davvero questo mestiere dovrebbe almeno una volta vivere un’ esperienza del genere ».
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