Il Panificatore Italiano - Giugno 2025 | Página 72

Pane e impresa • L’ intervista / Roberto Capello
In questi casi esistono delle possibili soluzioni? Suggerisco, per esempio, di rivolgersi ai Consorzi Fidi che di solito in capo alle associazioni territoriali, che siano del commercio, dell’ artigianato, oppure dell’ industria. In questi casi questi enti fanno una fotografia reale dell’ azienda. Si può chiedere da subito la Centrale Rischi Finanziari( CRIF) che può essere fornita anche dalla Banca d’ Italia. Ci sono società che effettuano consulenze adottando sistemi molto semplici: lo fanno non solo per garantire il credito, ma soprattutto per analizzare l’ andamento economico dell’ azienda, cioè il tuo flusso di cassa, l’ identità e il tipo di indebitamento. Dopo di che possono anche suggerire una soluzione, magari anche una ristrutturazione del debito. Per esempio: se un’ impresa sta pagando una rata di 2.000 € al mese per onorare un finanziamento quinquennale, ma sta facendo fatica, può chiedere che – invece che su 5 anni- il finanziamento venga spalmato su 10 anni. La rata di 2.000 € si ridurrà sensibilmente diventando molto più sostenibile.
Che cos’ è esattamente il CRIF? Si tratta di un report di facile comprensione, ma anche molto completo: c’ è tutto, quante rate sono state pagate, se lo si è fatto regolarmente, se si è stati fuori fido negli ultimi anni, ecc.
Quindi, se ci sono delle situazioni in rosso o in giallo, occorre fare lavorare perché diventino verdi e bisogna farlo nel più breve tempo possibile per non incorrere in esborsi maggiori o in guai ancora più seri. Una volta verificato se ci sono situazioni a rischio, i consorzi fidi sono anche in grado di trovare una soluzione. Ovviamente questo report comporta dei costi di istruttoria che però sono accessibili. Aggiungo, poi, che alcuni Enti Bilaterali Territoriali si fanno carico della restituzione di quasi tutti i costi di istruttoria. E questo accade perché l’ operazione che l’ imprenditore sta facendo va nella direzione della trasparenza e della garanzia di continuità dell’ azienda. Per l’ ente questo comportamento è volto quindi anche a garantire il lavoro degli operatori del settore.
Quindi, ci si rivolge ai consorzi fidi se il CRIF è compromesso? Non necessariamente, ricordiamoci che bisogna sempre cercare di intervenire tempestivamente e chiedere aiuto subito, altrimenti l’ imprenditore potrebbe avere la tentazione di rivolgersi a un usuraio. È bene sapere che, de ciò dovesse accadere, molti Consorzi Fidi possono accedere ai fondi antiusu-
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