Il Panificatore Italiano - Gennaio 2026 | Page 22

Storia di copertina • Ciro Petrucci 1972 e Laforgia
La pasticceria: l’ arma in più
L’ idea di inserire la pasticceria ha dato subito un buon riscontro: « siamo cresciuti parecchio grazie a questo“ innesto” al punto che ormai siamo al terzo locale e, per fortuna, funzionano tutti bene, anche grazie l’ organizzazione che ci siamo dati ». I locali non sono molto distanti l’ uno dall’ altro e questo facilita la distribuzione dei prodotti e … la gestione della piccola catena. « i negozi sono tutti a un paio di chilometri in linea d’ aria, quindi diciamo che è tutto“ sotto controllo”. L’ ultimo che abbiamo aperto è più grande, in modo che si possa panificare e fare altri tipi di lavorazioni che poi si possono portare anche negli altri negozi ». Nel punto vendita di via Corso Cadore, che è il primo nato, viene realizzata tutta la produzione di basi delle pizze. Che vengono abbattute e stoccate e poi inviate agli altri punti vendita. Qui la somministrazione è lasciata al banco e a pochissime sedute, mentre negli altri locali ci sono più posti a sedere, anche grazie ai dehors che funzionano molto bene: « abbiamo visto che in zona ci sono Università, scuole ed uffici, e abbiamo pensato a locali che attirino più clienti con colazioni, pasti veloci e somministrazione, quindi abbiamo optato per avere dei dehors, anche se richiedono uno sforzo in più in termini di servizio ». I negozi di Ciro Petrucci 1972 sono facilmente riconoscibili grazie al concept che ha uniformato l’ immagine dell’ azienda: « questo è il vero valore aggiunto di Lagorgia, ci hanno cucito addosso un concept che poi si è rivelato vincente. Certo, noi avevamo i prodotti, una storia ultraventennale e una clientela fedele, ma ora abbiamo anche un’ immagine coordinata e questo ci aiuta molto, perché i clienti riconoscono l’ insegna ovunque apriamo ».
La squadra e la famiglia, tutti autori del medesimo successo
L’ azienda di Ciro e della moglie Pia è un buon esempio
di impresa familiare: « mia moglie è da sempre al mio fianco e, per fortuna, da un paio d’ anni sono entrati in azienda anche i nostri due figli: Lorenzo, che gestisce i laboratori e Giorgia, che invece si occupa della gestione della caffetteria e della vendita del negozio di Corso Cadore ». In totale tra laboratorio e vendita la famiglia Petrucci ha 35 dipendenti, di cui circa una dozzina in laboratorio e il resto alla vendita. Un numero importante, che però è giustificato dalle aperture: « facciamo orario continuato, dalle 6.30 alle 19:30, tutti i giorni dal lunedì al sabato ». Un dato importante di Ciro Petrucci è l’ attenzione verso le risorse umane che si trova a gestire: « se dovessi spiegare il segreto del nostro successo direi che non molliamo mai sulle materie prime e puntiamo sulla ricerca di nuovi prodotti, ma – soprattutto – cerchiamo di trasmettere la nostra passione ai nostri collaboratori e anche la conoscenza di quello che facciamo e l’ orgoglio di cercare sempre il meglio. Sono loro che devono trasmetterlo dal laboratorio alla vendita e dalla vendita ai clienti. Per avere questo genere di attaccamento, dobbiamo però pensare anche al loro benessere. Per esempio, lavoriamo con le celle di fermalievitazione non solo per produrre meglio, ma anche per far fare al nostro team nei vari laboratori orari più umani. Cerchiamo di lavorare il più possibile durante la giornata: il primo ad arrivare comincia a lavorare alle 4.00 e gli altri arrivano dopo: è giusto che si cerchi una vita più umana per tutti. Io ho vissuto sulla mia pelle che cosa significa fare orari folli, ma mi sono detto che se dovevo continuare a fare questo lavoro con passione, dovevo anche cercare il più possibile di avere una vita normale. Quindi ho ritenuto giusto allargare questo concetto anche a tutti i miei collaboratori, tra cui- per altro- adesso ci sono anche i miei figli. Sacrificarsi va bene, ma con dei limiti: la vita è una sola, per tutti ».
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