Storia di copertina • Ciro Petrucci 1972 e Laforgia
Dare valore al lavoro e alla vita
È vero che senza il prodotto non si va da nessuna parte, ma è anche vero che occorre avere spirito imprenditoriale e locali che attirino il pubblico, anche quando si hanno a disposizione metrature ridotte. Ecco come la partnership con Laforgia ha tagliato su misura i locali di Ciro Petrucci 1972 a Torino.
di Atenaide Arpone- foto di Carlo Casella
A sinistra, Ciro Petrucci nel locale di via Madama Cristina a Torino.
Tra le braccia regge una focaccia, uno dei best seller dell’ azienda.
A destra, in alto, l’ ingresso del locale di Corso Cadore, a poco più di un chilometro di distanza.
Costruirsi da soli, poter lasciare ai figli un’ impresa che funziona. Questo è il sogno di ogni artigiano. Oggi, più che un sogno è una chimera, perché il mercato è davvero una giungla. Però c’ è chi sta ponendo le basi per un futuro che veda i panificatori artigianali ancora protagonisti. Un esempio è il panificio di Ciro Petrucci, anzi“ i panifici” perché attualmente l’ azienda ha tre negozi, tutti a Torino. Petrucci ha inaugurato il primo punto vendita nel 2003, con la moglie e due dipendenti, utilizzando il celebre format“ Il Fornaio”. Oggi l’ azienda Ciro Petrucci 1972 conta tre locali: uno è più periferico, in una zona“ precollinare” del capoluogo piemontese, gli altri sono un po’ più centrali. Sono sempre pieni, al punto che è stato complicato realizzare il servizio fotografico che vedete in queste pagine. Nel tempo sono stati rinnovati e, da qualche anno, la partnership con Laforgia ha permesso un salto di qualità sia nel layout sia nell’ estetica: « Laforgia che ci ha praticamente ridisegnato il progetto a seconda delle esigenze che gli avevamo raccontato. Gli avevo detto che volevo puntare maggiormente sulla pasticceria e così è stato, ma sono stati loro a insistere perché mettessimo anche l’ angolo del caffè e devo dire che sta funzionando davvero molto bene »
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