Che cosa ritieni oggi essenziale nella tua giornata? Il dialogo con le persone. Più sono frequenti e costruttivi i colloqui, più velocemente si risolvono le situazioni. Le risorse umane sono fondamentali: senza di loro non si cresce. Un consiglio? Non ascoltare chi si lamenta soltanto, ma chi propone soluzioni. Ho imparato che un pasticcere meno esperto, ma positivo vale più di uno bravo che crea tensioni. L’ atteggiamento vale più delle competenze.
Che consiglio daresti a un imprenditore che lavora con un figlio in azienda? È un dono, ma anche una delle sfide più complesse. Le aspettative reciproche tra genitore e figlio possono essere difficili da gestire. Non esiste una ricetta perfetta. Io non ho mai forzato i miei figli a entrare o uscire dall’ azienda: dev’ essere una loro scelta. Li tratto come collaboratori, li mando a formarsi e li guido nel prendere decisioni che allineino le loro aspirazioni alla mia esperienza. Gestire azienda e famiglia insieme non è facile, ma chi leggerà questo articolo capirà di cosa parlo: il nostro è un settore fatto di aziende familiari, e ogni passaggio generazionale è una sfida da affrontare con coraggio, visione e cuore.
si tende a parlare da padre a figlio, invece che da imprenditore a collaboratore. Ma è essenziale trovare un linguaggio comune, per garantire il futuro dell’ azienda.
Silvia Cocco è figlia d’ arte e fa parte della quarta generazione di panettieri di un piccolo paese sardo, Masullas, in provincia di Oristano. Da sempre appassionata del mondo dell’ arte bianca, ha lavorato in diverse realtà del settore dopo aver completato il percorso di studi di Panificazione presso la Cast Alimenti. Oggi, insieme anche ad altri colleghi panettieri si occupa di aiutare panifici e pasticcerie a strutturarsi e crescere, intervenendo sia sulle persone sia sui numeri e sull’ organizzazione interna. Unisce competenze di risorse umane, conoscenza diretta del mestiere e visione strategica, accompagnando le aziende dell’ arte bianca in percorsi di evoluzione, continuità e reale espansione.
Che cosa serve, secondo te, per dedicarsi all’ espansione e alla gestione dei numeri? Ammiro molto gli imprenditori che, partiti da zero, sono riusciti a costruire grandi realtà. Quello che ho imparato è che tutti loro hanno saputo delegare le mansioni operative, uscendo dall’ azienda per osservarla dall’ esterno. Per crescere bisogna essere curiosi, ambiziosi, attenti ai numeri e bravi a riconoscere le persone giuste. Insieme al mio collega Marino Nardo e con te( Silvia Cocco, ndr), organizziamo incontri e corsi di formazione per condividere gli errori fatti e offrire strumenti concreti al settore.
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