Pane e impresa • Sarto Pasticceria Bistrot
catering. In azienda lavora anche mio nipote, che segue la cucina, oltre a mio fratello sua moglie e la mia: ognuno con un ruolo ben definito.
Di che cosa ti occupi oggi in azienda? Oggi mi concentro principalmente sull’ amministrazione. Al mattino controllo che tutto proceda bene, verifico i compiti assegnati, mi complimento per i risultati raggiunti, controllo la qualità dei prodotti e gestisco eventuali emergenze. In ufficio ho delegato gran parte delle mansioni amministrative, come bolle e fatture, ma seguo i colloqui di selezione, parlo con i collaboratori e gestisco i numeri aziendali. Il mio obiettivo è far quadrare i conti e organizzare incontri e riunioni per costruire un team affiatato.
In passato, invece, com’ era la tua giornata tipo? Ero totalmente operativo: la mattina in laboratorio, la sera in ufficio. Seguivo personalmente la panificazione e i lievitati, poi passavo ai numeri. Iniziavo alle 4.00 e finivo alle 20, ogni giorno. Questo mi ha portato non solo a stancarmi, ma anche a perdermi momenti aziendali e familiari importanti. Inoltre, mi occupavo dei numeri solo quando avevo tempo, e quindi anche male. Ero un tappo per la crescita dell’ azienda.
Come hai iniziato a delegare il laboratorio a tuo fratello e poi a tuo figlio? In realtà mio fratello ha sempre seguito la pasticceria, quindi ha mantenuto il suo ruolo. Frequenta corsi, segue il team e sviluppa nuovi prodotti. A mio figlio ho delegato la parte produttiva, gli acquisti e la gestione dei clienti rivenditori. Il passaggio è avvenuto con piccoli manuali, tanto affiancamento e fiducia, anche nel lasciare spazio agli errori, senza però togliergli responsabilità. Delegare, soprattutto la produzione, è una delle sfide più difficili per un imprenditore, ma è fondamentale. Oggi, se tornassi a fare tutto io, toglierei ai miei figli la possibilità di crescere.
In caso di emergenze, torni in laboratorio? Ogni tanto capita, ma sempre più raramente. Mi capita di intervenire quando c’ è da lanciare un nuovo prodotto o aprire un nuovo punto vendita, dove la mia esperienza può fare la differenza nell’ organizzazione e formazione delle nuove risorse.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Voglio lasciare sempre più spazio ai miei figli, per evitare di ritrovarmi a 80 anni a decidere tutto, con figli di 50 ancora inesperti. Stiamo strutturando il passaggio dei ruoli, ed è tutt’ altro che facile. Nelle aziende familiari
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