Speciale En plein air • il marketing / Carlo Meo
ta” oppure passando prima dal panettiere. Ma c’ è anche la voglia di andare oltre la necessità della pausa pranzo per organizzare qualcosa che sia ad hoc: più strutturato e gratificante, sia durante la settimana sia nel week end. C’ è chi ormai organizza le feste per i bambini nei parchi pubblici. Un progetto di cibo all’ aperto non è diverso dal cucinare a casa, partecipare a una masterclass di cucina, andare al mercato degli agricoltori il sabato mattina. Se il cibo è cultura e mangiare è un atto sociale, vale per la cena tra amici nel salotto buono così come per il picnic all’ aperto.
Un movimento più che un’ occasione sporadica
La cultura dello sport all’ aperto, evoluzione fuori città delle tendenze di cui sopra( mi riferisco alla camminata così come alla sgambata in mountain bike), porta con sé la necessità di consumare all’ a- perto e in movimento, di avere soste obbligate di ristoro per ricaricarsi e raggiungere la meta prefissata. Polenta e funghi in baita è spesso l’ eccezione o comunque è un altro tipo di“ sport”. In questo progetto di cibo all’ aperto c’ è un prodotto di panificazione che è tornato alla ribalta e che unisce consumatore finale, operatori e aziende: il pane in cassetta. Per anni relegato al supermercato trattato con alcool, all’ ultima spiaggia in fondo alla dispensa in mancanza di pane“ vero”, a far sopravvivere il tostino vintage, oggi è l’ assoluto protagonista delle ricette più cool a base di panificazione, le mille interpretazioni del sandwich. Qualcuno potrebbe obiettare che anche il pane a fette gode di ottima salute, e ha ragione, ma è più adatto a un menu duttile, semplice da utilizzare e frazionabile. Il crostone, per esempio, è da bakery caffè e va bene per l’ avocado toast o per il tagliere di salumi e formaggi all’ aperitivo.
Sì pani morbidi, pizza no, focaccia nì
Ricordo per completezza di informazione che pizze e focacce sono buonissime, ma van mangiate
48 www. italiangourmet. it