Il Panificatore Italiano - Aprile 2026 | страница 16

Storia di copertina • Mercato del Pane e Spazio Genio
prodotti. Dopo un periodo di riflessione sul luogo logisticamente migliore, abbiamo scelto un locale a Chieti Scalo che è strategico, perché ha un piccolo parcheggio ed è vicino a un noto centro commerciale di prodotti biologici. Questa scelta ci ha permesso di poter contare su un locale ampio che, nelle nostre intenzioni, vuole ricreare una sorta di“ mercato di piazza”, dove la gente può soggiornare, girare e, magari, divertirsi con una partita a bigliardino ».
Cinque punti vendita con tipologie e clienti diversi: non è un’ impresa difficile da gestire? « È un passo che ci sentivamo di fare. In più, aprendo a Chieti, in realtà ci siamo avvicinati al laboratorio di Turrivalignani, perché Chieti Scalo è proprio sulla strada per andare a Pescara ».
E finanziariamente come avete fatto? « Come dicevo prima, il secondo crowdfunding ha riscosso la fiducia di molti risparmiatori e ci ha permesso di raccogliere quasi otto milioni e mezzo di euro. Questi fondi hanno accelerato il processo di crescita di molti Breaders, senza richiedere la necessità di abbassare la qualità o cambiare filosofia: anzi, i risparmiatori hanno riposto fiducia in noi proprio per la nostra idea di forno e questo ci obbliga a non cambiare strada ».
Avete cambiato qualcosa nella produzione? « So che cosa vuoi dire. Anche noi eravamo preoccupati che la crescita rapida precludesse la qualità, ma siamo riusciti a mantenere la barra dritta, facendo ovviamente dei piccoli aggiustamenti, però più nell’ ottica dell’ assortimento, che è stato“ razionalizzato”: ora abbiamo meno referenze e quelle che abbiamo ora sono state rese più conformi alla richiesta dei clienti ».
Che cosa intendi? « Ti faccio due esempi concreti: il primo riguarda l’ offerta di gastronomia, che prima era realizzata in sottovuoto. Abbiamo notato che i clienti erano un po’ diffidenti
e preferivano una gastronomia in teglia, la qual cosa andava per altro incontro alla nostra necessità di razionalizzazione della produzione. Quindi ora siamo forse meno“ moderni”, ma decisamente più“ vicini al pubblico”. Il secondo esempio riguarda la vendita conto terzi: l’ abbiamo razionalizzata diminuendo i clienti e gestendo ordini e consegne attraverso un’ agenzia che si occupa anche della distribuzione. Questo significa molto perché, in questo modo, abbiamo un unico“ intermediario” che gestisce in proprio gli ordini dei diversi locali. Una specie di agente, completamente autonomo, che è il nostro unico referente ».
Come scegliete le location dei vostri negozi? « Dipende: dietro all’ apertura di Chieti c’ era una possibilità di natura squisitamente commerciale; Francavilla al Mare, in un certo senso, è una scelta“ compensativa”. Chieti si trova nell’ entroterra, mentre Francavilla è sul mare, come Pescara, ma con costi nettamente inferiori. Pensavamo che il locale di Chieti lavorasse molto di più l’ inverno e quello di Francavilla l’ estate. I chietini vengono qui d’ estate, anche il nostro staff ha quest’ abitudine; quindi, abbiamo pensato che sarebbe stato semplice alternare i flussi, anche quelli di lavoro: per esempio Simone è lo store manager di Chieti e, d’ estate, di Francavilla; d’ inverno Chieti richiede otto persone di staff e d’ e- state solo quattro. Francavilla, ovviamente, funziona al contrario ».
Come è andato il primo anno? « Abbiamo preso dei gran schiaffi, in senso buono, perché abbiamo lavorato da morire e abbiamo fatto una fatica enorme a stare dietro a tutto. A luglio, agosto e settembre abbiamo lavorato talmente tanto che abbiamo dovuto impiegare 12 persone di staff, anche
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