IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 63

Cartagine passò alla Storia per la triste celebrità di aver costituito una società immorale, formata da mercanti la cui unica ambizione era la ricchezza, che imponeva il suo commercio con la protezione di un esercito mercenario; solo alcuni Capi militari, in effetti, erano cartaginesi: la maggior parte dell'esercito era integrato da uomini senza patria e senza legge, vale a dire, da soldati la cui patria era quella che pagava di più e la cui legge dipendeva dal pagamento concordato. Però quello che più impressionò sempre gli osservatori, in maniera analoga alla ripugnanza che causò negli europei del secolo XVI il conoscere il sanguinario Culto azteca dei Cuori Palpitanti, fu il Culto di Moloch, una divinità alla quale bisognava offrire permanentemente sacrifici umani per placare la sua inesauribile sete di vita. A Tiro, i Fenici adoravano Dei molto simili a quelli di altri popoli della Mesopotamia e dell'Asia Minore: rendevano Culto alla Dea Astarte o Tanit, che per gli assiro-babilonesi era Ishtar, Inanna o Nana, per i greci era Io, per gli egizi Isis e che in altri luoghi era chiamata Ashtaroth, Asherah, Cibele, Atena, Anat, Hathot, Astoret, ecc...; e facevano offerte anche ad Adon, che corrispondeva all'Adone frigio; in più credevano in Melqart, che corrispondeva all'Eracle argivo; ed offrivano sacrifici a Baal Zebul, Baal Sidone, Baal Zaduk, Baal Il, Baal Tars, Baal Yah, ecc..., tutti i Nomi del Dio Creatore il quale si rappresentava ora come il Sole, ora come il pianeta Giove, ora come una forza della natura. Fu durante il secolo IX A.C., quando il Re Itobal, sacerdote di Astarte, fece sposare sua figlia Jazabel con il Re Ajab di Israele, che i Golen si infiltrarono a Tiro e cercarono di unificare i Culti nel Sacrificio al Dio Uno IL. Quel tentativo non avrebbe dato grandi risultati fino alla secolo successivo, dopo che il Grande Re Sargon II di Assisi conquistò la terra di Canaan e i Golen si spostarono a Cartagine per officiare come Sacerdoti del Culto a Moloch. Bisogna segnalare che quello cartaginese fu il primo popolo con il quale i Golen si stabilirono, fuori dai popoli europei che gli erano stati assegnati dalla Fraternità Bianca, per compiere la loro missione di unificare i Culti. Però sarebbe stato il primo e anche l'ultimo infatti, secondo quello che essi stessi dichiaravano, il loro interesse si concentrava nel lavorare sui Culti d'Europa: se permanevano a Cartagine, esso si doveva solo ed esclusivamente all'eresia tartessica, alla necessità di orientare quel popolo Perseo a tagliare la Testa di Medusa e dare compimento alle loro profezie. E fu così che, spinto dal sinistro piano dei Golen, il Culto di Moloch sarebbe arrivato a dominare con il terrore tutti gli altri poteri del governo di Cartagine: il Re, la Nobiltà, i Consigli di Stato, i Capi militari, finirono tutti sottomessi a Moloch ed ai suoi Sacerdoti Golen. Alla fine, tutte le famiglie di Cartagine erano obbligate ad offrire i loro figli primogeniti per essere sacrificati nella "bocca di Moloch", vale a dire, per essere gettati nella bocca di un idolo che finiva in un forno incandescente; e li terminavano anche i giorni dei prigionieri, gli schiavi, gli accusati di alcun delitto, le vergini consacrate, o a qualunque persona che i Golen volessero eliminare. Inoltre il Dio non era mai soddisfatto: esigeva sempre più prove viventi di Fede del popolo nel Sacrificio rituale; la loro Legge reclamava una quota di sangue facilmente disponibile. Forse Moloch si aspettava un Sacrificio ancora maggiore, forse si sarebbe calmato con l'offerta di tutto il lignaggio che lo aveva offeso, con lo sterminio in Suo Nome della stirpe dei Signori di Tharsis. Allo scoppiare delle guerre puniche, nell'anno 264 A.C., i dollari credettero arrivata l'opportunità di dare compimento alle Profezie. E non solo lo credettero loro ma anche i membri della Fraternità, iniziale bianca, che inviarono da Chang Shambalà due misteriosi